TARANTO - Preoccupazioni su impianti industriali, sicurezza e diritto all’informazione. Il coordinatore di LMO Lavoratori Metalmeccanici Organizzati Taranto, Stefano Sibilla, interviene dopo la presentazione dell’istanza che avvia la procedura per la nave rigassificatrice e dopo l’annuncio del riavvio dell’Altoforno 2.
Secondo Sibilla nella nuova Autorizzazione integrata ambientale sarebbe prevista la riconversione dell’impianto in una struttura destinata al co-incenerimento di plastiche con capacità superiore a 50.000 tonnellate annue. “Si brucerà plastica con emissioni di diossina e altre sostanze pericolose”, afferma il coordinatore, collegando la questione alla sicurezza sanitaria del territorio.
Il comunicato richiama inoltre il via libera della Commissione europea al prestito ponte da 390 milioni di euro per garantire la continuità produttiva fino a sei mesi in attesa di un eventuale nuovo gestore. “Non è chiaro quali impegni e garanzie il Governo italiano abbia assunto verso la Commissione”, sostiene Sibilla, ricordando anche le osservazioni del Consiglio d’Europa sulle sentenze del 2019 e del 2022 relative alla tutela della salute.
Il sindacato evidenzia un vuoto informativo ritenuto grave soprattutto alla luce della ripartenza dell’Afo2 e del precedente incidente avvenuto a maggio all’Altoforno 1 con rilascio di sostanze pericolose. “La sicurezza di lavoratori e cittadini viene prima di tutto”, si legge nella nota.
L’organizzazione richiama la normativa sugli stabilimenti a rischio di incidente rilevante e la direttiva Seveso III, sottolineando che acciaierie come quella tarantina rientrano in tale categoria. Per questo LMO chiede informazione preventiva sui rischi, pubblicazione e aggiornamento del piano di emergenza esterna, consultazione della popolazione e accesso alla documentazione tramite canali istituzionali.
Il coordinatore invita istituzioni nazionali, regionali e locali a fornire risposte immediate e chiama in causa anche i sindacati confederali affinché assumano una posizione chiara su salute, sicurezza e ambiente. Viene infine sollecitato l’intervento del prefetto di Taranto Ernesto Liguori per l’accesso e la verifica degli impianti a rischio ai fini della sicurezza pubblica e della pianificazione delle emergenze.
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