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Brindisi
11 Febbraio 2026 - 06:21
Cerano tra riserva fredda e nuovi investimenti
BRINDISI - Il futuro della centrale “Federico II” di Cerano è stato al centro della riunione della Conferenza dei capigruppo tenuta ieri nella sala “Mario Marino Guadalupi”, alla presenza di una delegazione di Enel chiamata a confrontarsi con l’amministrazione e i gruppi consiliari sul percorso energetico e industriale del territorio.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Giuseppe Marchionna, che ha riferito dei contenuti del recente colloquio con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Al centro del confronto la possibile collocazione dell’impianto in “riserva fredda” e le ricadute occupazionali per dipendenti diretti e indotto, che ruotano attorno al polo energetico brindisino.
Nel corso della seduta i capigruppo sono intervenuti con domande e osservazioni, mentre Enel ha confermato il ruolo strategico del sito all’interno del percorso di decarbonizzazione. L’azienda ha chiarito che la procedura di riserva fredda potrà concretizzarsi con tempi differenti in base alle decisioni che il Governo adotterà con apposito provvedimento. Solo a quel punto potranno essere attivate le procedure operative.
Secondo quanto illustrato, l’eventuale mantenimento in riserva non bloccherebbe i progetti di riqualificazione dell’area, perché le strutture necessarie occupano porzioni limitate del complesso industriale, lasciando disponibili le superfici destinate ai nuovi investimenti.
Sul fronte industriale è stata annunciata una tappa significativa. Enel ha confermato l’apertura dei cantieri nella primavera 2026 per il sistema di accumulo BESS, aggiudicato nell’asta di settembre 2025. L’impianto sorgerà all’interno del sito di Cerano e sarà tra i più grandi al mondo nel settore dello stoccaggio energetico.
Particolare attenzione è stata riservata alla questione occupazionale. L’azienda ha ribadito quanto previsto dal protocollo d’intesa firmato in Prefettura il 23 dicembre 2025: nessun rischio per i dipendenti diretti, destinati a essere ricollocati nel Gruppo, mentre per l’indotto sono previsti percorsi formativi e garanzie operative immediate. In merito alla banchina portuale, dopo la cessazione dello sbarco del carbone, Enel ha comunicato di aver chiesto all’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico meridionale una nuova concessione della banchina di Costa Morena all’inizio del 2026, con l’obiettivo di procedere al ripristino dell’infrastruttura.
Il sindaco ha definito l’incontro l’avvio di un percorso di confronto destinato a proseguire nei prossimi mesi. L’obiettivo è delineare uno scenario complessivo che tenga insieme la decisione governativa sulla riserva fredda, il piano di reindustrializzazione del Mimit e la transizione tecnologica verso la decarbonizzazione. Secondo quanto riferito, sono ormai in fase conclusiva le istruttorie di almeno 15 imprese interessate all’area, passaggio che potrebbe aprire la fase operativa delle nuove iniziative industriali sul territorio brindisino.
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