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Taranto avrà presto il Garante per gli animali, ecco i criteri della nomina

In arrivo l’avviso pubblico del Comune di Taranto. Il presidente della Commissione Ambiente Giandomenico Vitale chiede una figura operativa, con competenze tecniche e capacità di intervento sul territorio

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Un cane - archivio

TARANTO - Il Comune di Taranto si prepara a pubblicare l’avviso pubblico per la selezione del Garante per la tutela degli Animali. Ad annunciarlo è il consigliere comunale e presidente della Commissione Ambiente Giandomenico Vitale, che chiarisce fin da subito l’impostazione che l’Amministrazione intende dare alla nuova nomina.

Non cerchiamo un burocrate, ma una figura pragmatica, capace di intervenire e risolvere i problemi”, afferma Vitale, spiegando che il ruolo sarà orientato all’azione concreta e non a una funzione meramente formale. Secondo il presidente della Commissione Ambiente, il futuro Garante dovrà basare il proprio operato su esperienza diretta, competenze tecniche e capacità operative, elementi ritenuti indispensabili per affrontare le criticità legate alla tutela animale sul territorio.

Vitale sottolinea come sia necessaria una solida preparazione scientifica, in particolare sul comportamento animale e sulle problematiche locali, ma individua anche un aspetto su cui intende insistere con forza. “È fondamentale la capacità di risoluzione dello stato di stress” spiega, evidenziando che la sola conoscenza dei diritti degli animali non è sufficiente senza strumenti adeguati per intervenire nelle situazioni più complesse. “Il Garante a cui pensiamo deve sapere come sopperire al disagio, mettere in sicurezza e riportare l’animale in una condizione di benessere reale”.

Nella visione delineata dal consigliere comunale, il Garante sarà una presenza costante sul territorio. “Sarà una figura operativa, capace di garantire presenza e dialogo continuo con le istituzioni” afferma Vitale, indicando la necessità di un raccordo stabile con gli uffici comunali e con le altre autorità competenti.

Accanto al rapporto con le istituzioni, viene considerato centrale anche il confronto con i cittadini e con il mondo associativo. “Vogliamo una figura che sappia dialogare con i proprietari, con le associazioni e con le autorità, portando soluzioni concrete” conclude Vitale, ribadendo che l’obiettivo è individuare un professionista in grado di interpretare correttamente i segnali di disagio degli animali e di trasformare tale comprensione in interventi efficaci e misurabili.

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