TARANTO - Una riflessione che parte dalla conoscenza e arriva alla responsabilità collettiva. In occasione della Giornata della Memoria, celebrata anche a Palazzo di Città, il sindaco Piero Bitetti ha affidato ai social il senso dell’iniziativa promossa dal Tavolo della Cultura del Comune di Taranto, inserita nel calendario delle manifestazioni dedicate al ricordo delle vittime dell’Olocausto.
Nel suo intervento, il primo cittadino ha definito il 27 gennaio come “il giorno di chi vuole sapere, capire e approfondire, affinché il passato non si ripeta”, sottolineando come la memoria storica assuma un valore ancora più forte “in uno scenario internazionale incerto e complesso, nel quale l’Europa deve continuare a essere un baluardo di legalità”.
L’incontro si è svolto nel Salone degli Specchi ed è stato occasione per la presentazione del volume di Silvia Quero, Internati. Il violino di Dachau. La lunga marcia per Mauthausen, dedicato alla deportazione dei militari italiani nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda guerra mondiale. Un racconto che, come ha evidenziato Bitetti, porta alla luce storie rimaste a lungo ai margini della memoria collettiva, tra cui quelle di 2 giovani tarantini, esempi emblematici di una pagina di storia che per anni il Paese ha faticato a guardare in faccia.
Secondo il sindaco, il Giorno della Memoria non è soltanto una ricorrenza simbolica, ma “un’opportunità per riflettere sul valore della diversità, sul rispetto dei diritti umani e sulla necessità di educare alla consapevolezza”. Un richiamo che si traduce in un impegno civile preciso, perché, come ha ribadito, “ricordare significa costruire un futuro in cui l’odio non trovi più spazio”.
L’iniziativa di Palazzo di Città si inserisce così in un percorso più ampio di approfondimento culturale e storico, volto a trasformare la memoria in uno strumento attivo di crescita democratica e di vigilanza contro ogni forma di discriminazione.
Edicola digitale
Abbonati