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Indotto ex Ilva
27 Gennaio 2026 - 12:26
Paolo Panarelli
TARANTO - La vertenza Acciaierie d’Italia e le difficoltà che investono il sistema degli appalti dell’indotto ex Ilva restano una delle questioni più complesse e urgenti per Taranto e per l’intero territorio ionico. A ribadirlo è Paolo Panarelli, coordinatore Appalto Indotto Acciaierie d’Italia in Fim Cisl, che richiama Governo e istituzioni alla necessità di scelte immediate e verificabili.
Secondo Panarelli, i numerosi confronti avviati negli ultimi mesi con l’esecutivo non hanno ancora prodotto risposte definitive né misure in grado di garantire una stabilità reale e duratura. Le dichiarazioni d’intenti sulla tutela dell’occupazione e dell’ambiente, sottolinea, devono ora tradursi in azioni concrete, capaci di coinvolgere non solo i lavoratori diretti del siderurgico, ma anche le decine di aziende dell’indotto, spesso escluse o lasciate ai margini dei principali strumenti di sostegno.
La situazione attuale, viene evidenziato, sta alimentando un clima di forte incertezza sociale ed economica. Famiglie e imprese si trovano a operare senza prospettive chiare, con il rischio concreto di un progressivo indebolimento del tessuto produttivo locale. In particolare, molte aziende dell’indotto, non riuscendo ad accedere in modo adeguato agli ammortizzatori o ad altre misure di supporto, rischiano la chiusura, con conseguenze pesanti sull’occupazione.
Panarelli ribadisce come sia inaccettabile continuare a porre Taranto davanti alla scelta tra lavoro e salute. La città, afferma, ha diritto a entrambe le cose e non può essere condannata a sopravvivere esclusivamente grazie agli ammortizzatori sociali o a una precarietà permanente. Limitarsi a gestire l’emergenza senza una visione di rilancio significa condannare il territorio a un declino annunciato.
Il sindacalista richiama quindi la necessità di interventi rapidi e responsabili, fondati su investimenti seri nella tutela ambientale, nella sicurezza degli impianti e nel rispetto della dignità del lavoro. Solo così, sostiene, è possibile evitare che Taranto venga progressivamente marginalizzata e rassegnata a una crisi industriale senza sbocchi.
Da qui l’appello finale alle istituzioni e a tutti i soggetti coinvolti nella vertenza: servono tempi certi, impegni chiari e responsabilità precise. Il futuro della città non può più essere rinviato. Per Panarelli, è arrivato il momento di superare la fase delle dichiarazioni e avviare un percorso concreto di rilancio sostenibile e condiviso, capace di restituire fiducia a lavoratori, imprese e all’intera comunità tarantina.
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