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Taranto

Capitale del Mare 2026, Confartigianato: “Da simbolo a occasione di sviluppo reale”

Pieno sostegno alla candidatura promossa dal Comune. Paolillo: “Il mare deve diventare lavoro, imprese e valore aggiunto per il territorio”

Una veduta di Taranto

Una veduta di Taranto

TARANTO - La candidatura di Taranto a Capitale del Mare viene indicata come un passaggio decisivo per ripensare il modello di sviluppo della città, trasformando una risorsa storica e identitaria in una leva economica concreta. È la posizione espressa da Confartigianato Imprese Taranto, che manifesta pieno e convinto sostegno all’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale.

Secondo Confartigianato, la candidatura ha il merito di riportare al centro un dato spesso trascurato: Taranto non è semplicemente una città affacciata sul mare, ma una città costruita sul mare. Una condizione unica, segnata dalla presenza dei 2 mari all’interno dello spazio urbano, che avrebbe potuto sostenere occupazione, diversificazione produttiva e crescita economica, ma che finora ha espresso solo una parte delle proprie potenzialità.

Nel documento si evidenzia come il mare sia stato troppo spesso raccontato e celebrato sul piano simbolico, senza essere tradotto in valore aggiunto reale. Una risorsa strategica rimasta ai margini delle politiche di sviluppo, osservata più che utilizzata. Emblematico, in questo senso, il caso del porto, descritto come una grande infrastruttura oggi sottoutilizzata e priva di una strategia capace di attrarre traffici, servizi e investimenti, con ricadute ancora limitate sull’indotto locale.

Un’analoga criticità viene individuata nella filiera ittica. Pesca e mitilicoltura rappresentano un tratto identitario forte della città, ma continuano a fermarsi prevalentemente alla fase primaria. Senza trasformazione, lavorazione e valorizzazione commerciale, il mare genera redditi contenuti e occupazione fragile, rinunciando a una parte significativa del valore che potrebbe restare sul territorio.

In questo quadro si inserisce il commento del segretario generale di Confartigianato Taranto, Fabio Paolillo, che sottolinea la necessità di un cambio di paradigma. “Taranto ha una dotazione naturale e infrastrutturale straordinaria, ma per troppo tempo il mare è stato trattato come una cartolina piatta”, afferma Paolillo, evidenziando come senza una regia chiara anche la risorsa più viva rischi di restare immobile.

Confartigianato rivendica di essere già impegnata in questo percorso, accompagnando le imprese locali verso le opportunità offerte dalla Blue Economy, attraverso servizi di informazione, supporto agli investimenti e orientamento allo sviluppo di nuove attività. “Quando parliamo di economia del mare – spiega Paolillo – parliamo di turismo costiero e nautico, servizi portuali, artigianato tecnico specializzato, manutenzione, filiere produttive, formazione e innovazione. Ambiti in cui la piccola impresa può essere protagonista, ma solo se messa nelle condizioni di operare”.

Nel testo si sottolinea come competenze, know how e strumenti finanziari siano già presenti e diffusi. Ciò che è mancato, viene rimarcato, è stata la capacità di trasformare queste risorse in una strategia coerente, programmata e misurabile, in grado di produrre effetti duraturi. “Il mare, per sua natura, è movimento e cambiamento – osserva Paolillo – mentre a Taranto per troppo tempo è stato immobilizzato da scelte rinviate e decisioni mancate”.

Per questo Confartigianato chiede che la candidatura a Capitale del Mare apra una fase nuova, fondata su azioni concrete e verificabili. Tra le priorità indicate figurano un piano di sviluppo del porto e dei servizi portuali, il rafforzamento della filiera ittica puntando sulla trasformazione, una strategia credibile per turismo, nautica e accoglienza legata al mare, strumenti di semplificazione e accompagnamento per le imprese che investono nella Blue Economy e una visione integrata tra costa e città, capace di ricucire il rapporto tra Taranto e il suo mare.

“Sostenere Taranto Capitale del Mare – conclude Paolillo – significa assumersi una responsabilità precisa: trasformare una risorsa naturale in lavoro stabile, imprese competitive e prospettive durature”. Un impegno che Confartigianato dichiara di voler sostenere in prima persona, mettendo in campo competenze, proposte e la forza delle piccole imprese del territorio, con l’obiettivo di dimostrare che Taranto non solo ha il mare, ma può imparare davvero a navigarlo.

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