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Palagiano
27 Gennaio 2026 - 07:12
Pini abbattuti e verde urbano, l’allarme di Legambiente Palagiano
PALAGIANO - Cresce la preoccupazione per lo stato del verde urbano a Palagiano. A lanciare l’allarme è Legambiente Palagiano, che in un documento firmato dal presidente Cosimo Monaco denuncia una progressiva desertificazione delle aree verdi, con particolare riferimento all’abbattimento di numerosi pini presenti nel centro abitato.
Nel comunicato l’associazione parla di una situazione che si ripete nel tempo, con alberi che, improvvisamente, vengono classificati come pericolanti o malati. Secondo Legambiente, alla base delle decisioni di abbattimento vi sarebbero perizie fondate prevalentemente su una semplice ispezione visiva, modalità ritenuta insufficiente soprattutto nei casi più dubbi o in presenza di interventi multipli. Da qui la richiesta, già avanzata in passato, di ricorrere a perizie strumentali approfondite, considerate le uniche in grado di stabilire con certezza la reale stabilità di una pianta.
Nel testo si riconosce che l’aumento degli eventi meteorologici estremi e delle allerte meteo possa accrescere il rischio di crolli, ma viene contestata l’idea che questo possa giustificare un progressivo impoverimento del patrimonio arboreo. Legambiente sottolinea come, in altri Comuni, situazioni di reale pericolo vengano affrontate attraverso provvedimenti precauzionali temporanei, come la chiusura di spazi pubblici, il divieto di parcheggio sotto gli alberi, la chiusura delle scuole o l’attivazione di sistemi di informazione rapida alla cittadinanza.

Il comunicato richiama inoltre una criticità strutturale del territorio. Palagiano, viene evidenziato, non ha mai beneficiato di una dotazione adeguata di verde urbano e continua a scontare un pesante deficit di standard urbanistici relativi agli spazi pubblici destinati ad attività collettive, verde e parcheggi. Dei 3 principali polmoni verdi dell’abitato, l’ex asilo delle suore, la villa comunale e il quartiere Bachelet, comprese le aree attorno alla scuola G. Rodari, sarebbe rimasto ben poco. Negli ultimi 8 anni, secondo Legambiente, sono stati abbattuti oltre 100 pini, mentre ulteriori interventi sarebbero già programmati.
Pur ribadendo che la sicurezza dei cittadini non deve mai essere messa in secondo piano, l’associazione solleva dubbi sulla possibilità che alberi presenti da decenni siano diventati tutti improvvisamente instabili. Nel documento si legge che è legittimo interrogarsi sull’affidabilità di valutazioni basate esclusivamente sull’osservazione visiva e viene respinta anche l’idea, definita un luogo comune, che i pini siano alberi strutturalmente instabili. Al contrario, Legambiente richiama studi scientifici e contributi di esperti arboricoltori che indicano i pini tra le specie più stabili.
Da qui l’appello rivolto al sindaco, all’assessore all’Ambiente e al dirigente del Settore tecnico affinché, prima di procedere a nuovi abbattimenti, vengano effettuate verifiche tecniche più approfondite sulla reale stabilità delle piante. Pur consapevole che ciò comporti un maggiore impegno di risorse economiche, l’associazione ritiene che si tratti di una priorità, considerando i servizi ecosistemici garantiti dal verde urbano, dalla riduzione delle polveri sottili alla produzione di ossigeno, fino al miglioramento della vivibilità climatica.
Nel documento viene infine sollecitata la redazione di un Piano del Verde Urbano strutturato, inserito in una programmazione complessiva, capace di recuperare il deficit di verde pubblico, assicurare una gestione competente del patrimonio esistente e rispettare quanto previsto dalla legge 10 del 14 gennaio 2013, che impone ai Comuni la messa a dimora di un albero per ogni neonato o minore adottato entro 6 mesi. In caso di abbattimenti ritenuti indispensabili, Legambiente chiede infine che venga garantita la sostituzione con un pari volume di chiome eliminate, per evitare un’ulteriore perdita di verde a danno dell’intera comunità.
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