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Evolio Expo, l’olivicoltura pugliese tra Xylella e crisi di mercato

In Fiera del Levante il confronto sul futuro del comparto. Confagricoltura Bari-Bat chiede interventi rapidi e un vero Piano Olivicolo

L'espianto dell'ulivo colpito da xylella a Bitonto

L'espianto dell'ulivo colpito da xylella a Bitonto

BARI – L’Evolio Expo, in programma alla Fiera del Levante di Bari dal 29 al 31 gennaio, si prepara a diventare un appuntamento centrale per il comparto olivicolo-oleario del Mezzogiorno. L’edizione di quest’anno arriva in una fase particolarmente delicata per l’agricoltura pugliese, chiamata a fronteggiare contemporaneamente l’emergenza fitosanitaria legata alla Xylella e le difficoltà di un mercato sempre più instabile.

Il recente ritrovamento di un focolaio a Bitonto si inserisce in un contesto già complesso, segnato negli ultimi anni da casi registrati anche a Minervino Murge, Bisceglie e nel Foggiano. Una situazione che riaccende l’allarme sulla necessità di interventi tempestivi e coordinati per arginare la diffusione del batterio.

Su questo fronte interviene Giuseppe Di Nisio, componente del Comitato di Presidenza e presidente dei Giovani Agricoltori di Confagricoltura Bari-Bat, che richiama alla responsabilità istituzioni e operatori del settore. «Davanti alla Xylella non possono esserci esitazioni», afferma, sottolineando come l’abbattimento delle piante infette debba avvenire senza ritardi, attraverso procedure più snelle e un approccio fondato sul rigore scientifico. «Serve coraggio nelle scelte e la valutazione di tutti gli strumenti disponibili per contenere il batterio», aggiunge.

Per i territori già duramente colpiti, a partire dal Salento, Confagricoltura Bari-Bat ribadisce la necessità di un Piano Olivicolo strutturato e concreto, capace di andare oltre gli annunci e di sostenere realmente la ripresa produttiva delle aziende. Un piano che, secondo l’organizzazione, deve tenere conto anche delle criticità storiche del settore, come la carenza idrica che continua a pesare sulla sostenibilità delle coltivazioni.

Di Nisio richiama inoltre il valore che l’olivicoltura riveste per il territorio. «Non è solo un comparto economico, ma un patrimonio identitario e sociale», osserva, evidenziando come l’ipotesi che il Barese possa attraversare una crisi simile a quella vissuta dal Salento avrebbe ricadute pesantissime sull’intero sistema locale.

Accanto all’emergenza sanitaria, resta aperta anche la questione commerciale. A destare preoccupazione è la perdita di valore dell’olio, che nel 2025 ha fatto registrare un calo di circa il 30% rispetto alle annate precedenti. Un dato che si accompagna, secondo Confagricoltura, a scelte capaci di aumentare l’incertezza del mercato, come il raddoppio delle importazioni di olio tunisino a dazio zero. «La tutela dell’olivicoltura pugliese passa anche dalla difesa del valore del prodotto», conclude Di Nisio.

Confagricoltura sarà presente all’Evolio Expo di Bari per ribadire il proprio impegno al fianco degli agricoltori e delle istituzioni, con l’obiettivo di contribuire a costruire prospettive concrete e durature per il futuro del comparto olivicolo pugliese.

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