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Verso le Amministrative 2026

Andria, l'intergruppo: «Un’alternativa al modello di governo attuale»

I consiglieri Michele e Vincenzo Coratella, Michele Di Lorenzo e Gianluca Grumo lanciano una proposta politica fondata su partecipazione, trasparenza ed etica pubblica

Da sin.: Antonio Nespoli, Michele Di Lorenzo, Vincenzo Coratella, Michele Coratella e Gianluca Grumo

Da sin.: Antonio Nespoli, Michele Di Lorenzo, Vincenzo Coratella, Michele Coratella e Gianluca Grumo

ANDRIA - In vista dell'appuntamento elettorale della prossima primavera, nuova presa di posizione dell'intergruppo consiliare, che si propone di aprire una fase diversa nel dibattito politico cittadino, spostando l’attenzione non solo su chi governa, ma su come si governa. A darne sostanza sono i consiglieri comunali Michele Coratella, Vincenzo Coratella, Michele Di Lorenzo e Gianluca Grumo, riuniti sotto la sigla Intergruppo Consiliare “Ambiente, Salute e Cultura”.

Nel documento diffuso, i promotori spiegano di voler andare oltre il confronto personalizzato che in questi giorni anima la scena politica di Andria, per affrontare una riflessione più ampia sul modello di governo della città. Secondo l’intergruppo, negli ultimi anni si sarebbe riproposto uno schema immutato, in cui cambiano volti e schieramenti ma restano meccanismi chiusi, opachi e distanti dai cittadini, alimentando sfiducia e disillusione.

Particolare attenzione viene posta alla crescente distanza tra politica e società, con una partecipazione sempre più ridotta e un progressivo allontanamento dei giovani dai processi decisionali. Una dinamica che, secondo i consiglieri, rischia di impoverire il futuro della comunità e che richiede una risposta strutturata.

L’intergruppo dichiara l’intenzione di riaprire il dialogo con la società civile e con il mondo delle professioni, promuovendo un percorso politico che parta dal basso e si fondi su partecipazione attiva, trasparenza e rinnovata questione morale. Al centro viene posta l’idea della politica come servizio, e non come privilegio, richiamando valori quali legalità, responsabilità e coerenza tra parole e azioni.

Nel progetto illustrato trovano spazio strumenti di democrazia diretta, bilanci partecipativi e forme di rendicontazione pubblica, con l’obiettivo di costruire una reale alternativa politica e amministrativa. I promotori sottolineano che la sfida non è soltanto scegliere uno schieramento, ma diventare parte attiva di un cambiamento condiviso, capace di restituire dignità alla politica e di orientarla verso giustizia, equità e sviluppo della città.

"Non chiediamo solo di scegliere da che parte stare - concludono-. Chiediamo di essere parte attiva del cambiamento".

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