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Agricoltura
26 Gennaio 2026 - 09:58
Agricoltura
BARI - La transizione energetica nazionale passa in larga parte dalle campagne pugliesi, dove oggi viene generato il 16% dell’energia rinnovabile consumata, grazie a biomasse, biogas, bioliquidi e fotovoltaico integrato nelle strutture agricole. A sottolinearlo è Coldiretti Puglia, che richiama l’attenzione sul decreto ministeriale Facility Parco Agrisolare, misura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinata a sostenere gli investimenti green del comparto agricolo e agroindustriale.
Il provvedimento mette a disposizione 789 milioni di euro per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di stalle, magazzini e strutture produttive, favorendo autoconsumo energetico ed efficienza senza ulteriore utilizzo di suolo. I contributi, che possono arrivare fino all’80% a fondo perduto, saranno assegnati attraverso avvisi pubblici emanati dal MASAF e gestiti dal GSE. I progetti ammessi dovranno essere completati entro 18 mesi dalla concessione del finanziamento.
Oltre ai pannelli fotovoltaici, il decreto consente di finanziare interventi di rimozione dell’amianto, isolamento termico, sistemi di accumulo e colonnine per la mobilità sostenibile, con un tetto massimo di spesa pari a 1.500 euro per kWp per i pannelli, mentre i costi per storage e ricarica saranno aggiornati in base ai valori di mercato.
Secondo Coldiretti Puglia, la misura rappresenta un’opportunità strategica soprattutto per la regione, che si conferma leader nel settore delle rinnovabili. La Puglia produce il 12,9% del fotovoltaico nazionale, ospita oltre 110.000 impianti, pari al 5,9% del totale italiano, e contribuisce per circa il 26,4% alla produzione eolica complessiva del Paese.
Un ulteriore potenziale emerge dai dati del Centro Studi Divulga, secondo cui l’utilizzo esclusivo dei tetti di strutture agricole consentirebbe di recuperare 155 milioni di metri quadrati di superficie, con una produzione stimata di 28.400 GWh di energia solare, senza sottrarre terreno alle coltivazioni.
Il territorio pugliese si distingue anche per soluzioni innovative di agrivoltaico, come la vigna agrivoltaica di comunità realizzata dal CRSFA Basile Caramia di Locorotondo, dall’Università di Bari e dall’azienda Vigna Agrivoltaica di Comunità. Un progetto che integra produzione vitivinicola ed energia rinnovabile attraverso pannelli sollevati dal suolo.
La cosiddetta pergola agrivoltaica consente di ridurre lo stress idrico delle piante, migliorare il microclima, diminuire il fabbisogno di irrigazione e proteggere le vigne da eventi climatici estremi e patologie come peronospora e oidio. Inoltre, permette una maturazione più lenta dell’uva, con vendemmie posticipate di 3–6 settimane, favorendo migliori caratteristiche qualitative.
Coldiretti ribadisce il sostegno a un modello di transizione energetica che vede le imprese agricole protagoniste, attraverso comunità energetiche, fotovoltaico sui tetti e agrivoltaico sostenibile, affiancati dallo sviluppo di biogas e biometano. Un percorso che punta a integrare il reddito degli agricoltori, ridurre l’impatto ambientale e rafforzare la competitività del sistema agricolo pugliese.
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