Cerca

Cerca

L'intervento

L'urlo da Taranto a Trump: “Giù le mani dal valore dei militari italiani”

La federazione jonica dell’Istituto dei decorati al Valor militare replica alle dichiarazioni sulla Nat e difende il ruolo operativo e il sacrificio dei soldati italiani nelle missioni all’estero

Donald Trump, eletto per la seconda volta presidente degli Stati Uniti

Donald Trump

TARANTO - Una presa di posizione netta e senza ambiguità arriva dalla Federazione Provinciale di Terra Jonica dell’Istituto del Nastro Azzurro. In un documento a firma del presidente, Dario Bellone de Grecis, l’associazione dei combattenti decorati al Valor militare contesta con fermezza le recenti dichiarazioni provenienti dalla leadership statunitense, secondo cui i contingenti europei della Nato avrebbero avuto un ruolo marginale nei principali teatri operativi internazionali.

Secondo l’Istituto, tali affermazioni risultano superficiali e offensive, perché finiscono per sminuire l’impegno di militari che hanno operato in condizioni estreme, mettendo a rischio la propria vita o subendo ferite e conseguenze permanenti durante le missioni.

Nel documento viene ribadito che in Afghanistan, Iraq, nei Balcani e in Libano i militari italiani non hanno mai svolto ruoli secondari. Le attività condotte hanno incluso pattugliamenti avanzati in aree ad alta pericolosità, interventi di bonifica di ordigni esplosivi improvvisati, protezione di infrastrutture strategiche e addestramento delle forze locali. L’impiego dei veicoli blindati Lince, spesso bersaglio di imboscate, viene indicato come uno degli esempi più evidenti dell’esposizione a rischi operativi elevatissimi, affrontati con disciplina, resilienza e coraggio, al pari dei principali alleati internazionali.

Il Nastro Azzurro richiama anche le radici storiche del valore militare italiano, sottolineando come professionalità e senso del dovere abbiano caratterizzato l’azione delle Forze armate dalla Prima e Seconda Guerra mondiale fino alle missioni contemporanee. Ogni contesto operativo, dalla stabilizzazione alla guerra asimmetrica, ha richiesto capacità di adattamento e standard elevati di responsabilità.

Particolare rilievo viene dato al tributo di vite umane, indicato come la misura più concreta del contributo italiano. Solo in Afghanistan, ricorda l’Istituto, i caduti sono stati 52, ai quali si aggiungono i feriti e i militari segnati in modo permanente dalle operazioni. Negare questo impegno, si legge nel documento, significa non solo mancare di rispetto ai caduti, ma anche indebolire la coesione strategica transatlantica in una fase di crescente competizione globale.

Il messaggio “Giù le mani dal Valore italiano” viene definito non soltanto un richiamo patriottico, ma un avvertimento di natura geopolitica. Difendere il ruolo e il sacrificio dei militari italiani, conclude l’Istituto, equivale a tutelare la memoria storica e la credibilità internazionale del Paese, fondata su coraggio, professionalità e dedizione, valori ritenuti non negoziabili.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori