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La vertenza
25 Gennaio 2026 - 06:37
Lo sciopero alla Vestas Italia
TARANTO - Le segreterie provinciali di Fiom-Cgil e Uilm prendono nettamente le distanze dalle dichiarazioni rese dal sindaco di Taranto Piero Bitetti sulla vertenza Vestas Italia e sul futuro del sito produttivo cittadino. I sindacati parlano apertamente di sorpresa e dissenso, ritenendo non aderente alla realtà quanto comunicato dall’amministrazione comunale.
Secondo quanto riferito dal primo cittadino al termine dell’incontro svoltosi a Palazzo di Città con il management aziendale, non vi sarebbe alcuna intenzione di abbandonare Taranto e la situazione riguarderebbe soltanto alcuni trasferimenti di personale, accompagnati dall’impegno a un percorso condiviso improntato a distensione e serenità. Una lettura che, per le organizzazioni sindacali, non corrisponde ai fatti.
Da 11 giorni, infatti, i lavoratori sono impegnati in uno sciopero ad oltranza a seguito dell’avvio, da parte dell’azienda, di una procedura di trasferimento collettivo che prevede la chiusura del sito di Taranto e il trasferimento dell’intera struttura operativa a San Nicola di Melfi a partire dal 1° marzo. Una scelta che, secondo Fiom e Uilm, svuoterebbe completamente il presidio tarantino e non può essere ridotta a una semplice riallocazione di singole unità.
Proprio il carattere unilaterale della decisione aziendale è alla base della protesta. Vestas, denunciano i sindacati, non ha accettato di sospendere la procedura, nonostante le richieste formali avanzate, rendendo di fatto impossibile l’apertura di un confronto reale e di merito sui nodi della vertenza.
La misura coinvolgerebbe lavoratrici e lavoratori chiamati a spostarsi a circa 200 km di distanza, con conseguenze rilevanti sul piano sociale, economico e produttivo, non solo per i dipendenti direttamente interessati ma anche per l’indotto che ruota attorno alle attività dell’azienda sul territorio ionico.
Alla luce di questi elementi, Fiom-Cgil e Uilm giudicano infondata e fuorviante l’ipotesi di un clima distensivo. Ad oggi, sottolineano, non esiste alcuna serenità, perché la procedura resta attiva e i lavoratori continuano a presidiare la protesta senza che dall’azienda sia arrivata alcuna apertura concreta.
I sindacati ribadiscono che la vertenza resta aperta e che la mobilitazione proseguirà fino al ritiro della procedura di trasferimento. Taranto, aggiungono, merita informazioni aderenti alla realtà e un confronto rispettoso del lavoro e del futuro industriale del territorio, già segnato dalla perdita progressiva di importanti realtà produttive.
La condizione dei lavoratori di Vestas Italia, concludono Fiom-Cgil e Uilm, è analoga a quella di molte altre aziende che nel tempo hanno disinvestito dalla città. Una situazione che richiederebbe solidarietà concreta e partecipazione dell’intera comunità locale, piuttosto che dichiarazioni giudicate approssimative nei confronti di persone che, da giorni, presidiano la vertenza giorno e notte, affrontando da sole le scelte di una multinazionale.
Anche il Partito della Rifondazione Comunista, attraverso la segretaria del circolo Peppino Impastato Valentina Basta, interviene nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del sindaco di Taranto, Piero Bitetti, sul trasferimento del magazzino di Vestas Italia, contestando in modo netto la ricostruzione fornita dall’amministrazione comunale.
La procedura avviata da Vestas, viene sottolineato da Valentina Basta, comporterebbe infatti la chiusura definitiva del magazzino di Taranto e il trasferimento delle attività a Melfi. I lavoratori coinvolti sarebbero 32, ai quali si aggiungono quelli impiegati nei servizi in appalto, che si troverebbero di fronte a una condizione assimilabile a un licenziamento mascherato.
Rifondazione comunista giudica inaccettabile qualsiasi tentativo di ridimensionare l’impatto di una decisione che avrebbe conseguenze dirette sulla vita di numerose famiglie del territorio jonico, già segnato da una profonda crisi occupazionale. Una situazione aggravata dalla presenza di diverse vertenze ancora aperte, dall’ex Ilva alla Cittadella della Carità, passando per Hiab, il call center dell’appalto Enel e Isola Verde.
Nel suo intervento, Valentina Basta invita il sindaco Bitetti a verificare personalmente la situazione, recandosi presso il magazzino Vestas e confrontandosi con i lavoratori che da 11 giorni sono in sciopero ad oltranza e hanno occupato la struttura per difendere il proprio posto di lavoro. Al presidio viene espressa piena solidarietà, insieme alla richiesta alle istituzioni di un impegno serio e concreto a tutela dell’occupazione e del futuro industriale della città.
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