GROTTAGLIE - Quella che sta attraversando il territorio ionico non è una crisi congiunturale o passeggera, bensì un vero e proprio «attacco frontale» che rischia di trasformare definitivamente la provincia in un «deserto industriale». Con questa durissima presa di posizione, il Circolo del Partito Democratico di Grottaglie rompe il silenzio sulla tempesta che investe il comparto dei call center e dei servizi in appalto, indirizzando una lettera aperta ai vertici provinciali del partito stesso per sollecitare un intervento immediato.
Il documento scaturisce dall'iniziativa pubblica dello scorso 19 gennaio e dal serrato confronto con le sigle sindacali SLC CGIL e Fistel CISL, ponendo sotto precipua attenzione le strategie industriali di due colossi del mercato, Enel e MediaMarket. Al centro della denuncia politica emerge la gestione dei nuovi bandi di gara, appunto con particolare riferimento a Enel, per la quale il PD grottagliese parla apertamente di un «aggiramento tattico» della clausola sociale. Attraverso l'aumento dei chilometri previsti per raggiungere la sede di lavoro, le aziende starebbero ponendo i dipendenti dinanzi a un bivio drammatico tra trasferte logisticamente insostenibili e dimissioni indotte, configurando quello che viene definito un autentico «ricatto geografico». Ancor più severo appare il giudizio sul caso MediaMarket, dove la scelta della delocalizzazione verso la Romania è descritta come un'operazione cinica volta esclusivamente all'abbattimento dei costi. Secondo il Partito Democratico, ignorando il conseguente impatto sociale della fuga dal territorio, tali decisioni calpestano il debito etico contratto verso questo territorio che per anni ha garantito profitti costanti ai gruppi imprenditoriali.
In questo scenario, il Circolo affronta anche il nodo determinante dell'innovazione tecnologica, ribadendo che l'intelligenza artificiale non deve in alcun modo trasformarsi nel pretesto per nuove ondate di licenziamenti. La proposta è netta. Se l'automazione deve servire a liberare l'uomo dalle mansioni più alienanti, i grandi committenti per altro verso hanno il dovere di finanziare piani di formazione continua, assicurando che il lavoratore rimanga comunque il fulcro inalienabile del processo produttivo.
Per passare dalla protesta alla proposta, il Circolo PD di Grottaglie ha presentato alla Direzione Provinciale tre istanze strutturali per arginare il declino. In primo luogo, richiede la Riforma della Clausola Sociale, affinché evolva da semplice norma di principio a dispositivo giuridico vincolante, sanzionato da penali severe e dall’esclusione dai bandi pubblici per le aziende che scelgono di delocalizzare. Parallelamente, propone l'istituzione di un Osservatorio Permanente, ovvero un tavolo tecnico di monitoraggio presso la Regione Puglia e gli Enti Locali con il compito di analizzare la sostenibilità dei bandi prima che diventino operativi. Infine, punta sulla Certificazione di Qualità Territoriale, un marchio di riconoscimento per le imprese virtuose che dovrebbe costituire l'unico lasciapassare per accedere agli incentivi pubblici.
«Non permetteremo che la politica resti in silenzio», conclude con fermezza il documento. L'obiettivo ultimo è ambizioso, arrivare alla dichiarazione ufficiale dell'area ionica come "area a garanzia del lavoro di qualità". Per trasformare questa visione in realtà, nei prossimi giorni è atteso il coinvolgimento attivo dei Sindaci e dei Consiglieri Regionali, con il fine ultimo di trasferire la vertenza direttamente sui tavoli interministeriali del Lavoro e delle Imprese.
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