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Sanità

Usb chiede un incontro urgente in Regione: “Stop alle disparità per i lavoratori del Cup di Taranto”

Il coordinamento provinciale sollecita Decaro e Pentassuglia su inquadramenti, part time e indennità. Al centro le condizioni degli operatori Sanitaservice

Corsia di ospedale

Corsia di ospedale - archivio

TARANTO - Il Coordinamento Sanità Privata di USB Federazione di Taranto ha chiesto un incontro urgente al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e all’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia, per affrontare una serie di criticità che, secondo il sindacato, attendono da tempo risposte concrete.

Nella nota, firmata da Simona Laliscia e Antonello Pignatelli, USB punta l’attenzione innanzitutto sulle disparità di trattamento contrattuale che riguardano gli operatori Sanitaservice del CUP di Taranto. A parità di mansioni svolte rispetto ai colleghi di altre province pugliesi come Lecce, Brindisi e Foggia, i lavoratori tarantini risultano infatti inquadrati al livello B del CCNL AIOP, mentre altrove è riconosciuto il livello C. Una differenza che il sindacato definisce inaccettabile e che richiede, a suo giudizio, un immediato riallineamento economico e professionale.

USB ricostruisce il percorso della vertenza, ricordando come la questione sia approdata in Commissione Sanità regionale l’11 giugno 2025, quando politica e organizzazioni sindacali si impegnarono ad avviare un confronto tecnico per superare quella che venne definita una discriminazione evidente. A distanza di tempo, però, «gli impegni assunti non hanno trovato attuazione», motivo per cui il sindacato chiede ora un intervento deciso.

Nel comunicato viene inoltre evidenziata una contraddizione di sistema: mentre è imminente l’introduzione del CUP unico regionale, finalizzato a migliorare la gestione delle liste d’attesa, restano differenze contrattuali tra lavoratori che svolgono le stesse attività in province diverse. Una situazione che, per USB, rende incoerente il percorso di unificazione dei servizi.

Altro nodo centrale riguarda l’orario di lavoro. Secondo il sindacato, circa il 90% degli addetti del CUP di Taranto, internalizzati nel novembre 2020, risulta ancora oggi inquadrato con contratti part time da 30 ore settimanali. A oltre 5 anni dall’internalizzazione, la prospettiva di un passaggio a un orario pieno continua a essere esclusa per ragioni legate ai costi e ai limiti di spesa della commessa.

USB richiama infine l’attenzione sull’ampiezza delle mansioni svolte all’interno del servizio, che non si limita alle prenotazioni del CUP e del call center, ma comprende anche anagrafe sanitaria, gestione delle agende e delle liste d’attesa. In questo contesto, il sindacato chiede di aprire un ulteriore confronto per il riconoscimento delle indennità di rischio agli operatori Sanitaservice impiegati nei servizi di emergenza-urgenza, come SET 118, pronto soccorso e radiologia, indennità già previste per il personale del comparto pubblico negli stessi reparti.

Per USB, la richiesta di incontro rappresenta un passaggio necessario per ripristinare equità contrattuale e dignità lavorativa a favore di operatori che garantiscono quotidianamente un servizio essenziale ai cittadini.

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