TARANTO - Un momento di riflessione collettiva sul significato concreto della pace come percorso da costruire, non come semplice assenza di conflitti. Si è svolto il 16 gennaio 2026, nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città, il convegno “Se vuoi la pace, prepara la pace”, promosso da Assisi Pax International con la ISSUP – International School of Studies for Universal Peace e la Fondazione La Sponda ETS di Roma.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali, studiosi, professionisti e relatori di ambiti diversi, offrendo un confronto articolato sui temi della cooperazione internazionale, dei valori umani, della giustizia e della sostenibilità, in un contesto globale segnato da forti tensioni. I lavori sono stati moderati da Andrea Chioppa e aperti dai saluti istituzionali, seguiti dalla lettura di un messaggio di Tara Gandhi, presidente onoraria ISSUP, che ha preceduto un momento di silenzio dedicato alla pace mondiale.
Nel corso degli interventi è stato ribadito come la pace passi anche dalle condizioni sociali e dal benessere dell’individuo. È stata sottolineata l’importanza di strumenti culturali e formativi orientati alla medicina di pace, alla pedagogia, all’economia e al turismo sostenibile, così come il valore delle competenze trasversali, dall’empatia alla gestione dello stress, soprattutto in ambito scolastico.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della giustizia riparativa, indicata come possibile chiave per migliorare i rapporti umani e ridurre conflitti sociali e paura collettiva, favorendo responsabilità, dialogo e ricostruzione delle relazioni. Accanto a questo, è emersa con forza la necessità di una ecologia di pace, fondata sul rispetto del territorio e delle comunità, con particolare attenzione alle criticità ambientali che interessano il territorio ionico.
Tra i contributi, anche una riflessione sul ruolo delle garanzie morali e giuridiche come presupposto per una pace stabile e duratura, e sul benessere della salute femminile, indicato come pilastro di una comunità equilibrata. È stato evidenziato come l’empowerment delle donne, la parità di genere e una maggiore presenza femminile nei contesti decisionali siano fattori essenziali per costruire società più giuste e pacifiche.
Nel dibattito non è mancato il richiamo ai principi della Carta delle Nazioni Unite, al rifiuto della guerra e al valore della cooperazione internazionale, insieme all’idea che la diversità rappresenti una ricchezza e non un ostacolo. Dal versante istituzionale è arrivato un invito a recuperare il senso di comunità, soprattutto tra le giovani generazioni, contrastando l’indifferenza verso le ingiustizie sociali.
A chiudere i lavori è stato il richiamo a una pace “programmata e praticata”, ispirata al modello di San Francesco d’Assisi, intesa come cammino concreto fondato su incontro, solidarietà e trasformazione dei conflitti dall’interno. La serata è stata arricchita da un intermezzo musicale che ha ribadito il valore della musica come linguaggio universale di unione tra i popoli.
La partecipazione attenta e numerosa del pubblico ha confermato la forte domanda di una cultura della pace, costruita dal basso, attraverso consapevolezza, dialogo e responsabilità condivisa.
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