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La carta carburante clonata era della Polizia, scattano indagini e arresto

In azione la Squadra Mobile di Torino: la tessera usata per le frodi era collegata a un veicolo di servizio di un Commissariato della provincia di Bari

L'operazione della Polizia di Stato di Torino

L'operazione della Polizia di Stato di Torino

TORINO - Il paradosso che ha fatto scattare l’indagine è tutto in una tessera carburante clonata, ma intestata alla Polizia. Proprio da una carta di pagamento in uso a un veicolo di servizio di un Commissariato di Pubblica Sicurezza della provincia di Bari è partita l’inchiesta che ha portato all’arresto di un 25enne di nazionalità romena, ora sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi dalla Polizia di Stato di Torino, su ordinanza emessa nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino. All’uomo vengono contestati i reati di indebito utilizzo e falsificazione di carte di pagamento, oltre al furto aggravato.

Le investigazioni, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, hanno preso avvio nel maggio 2025, dopo una segnalazione dell’ufficio antifrode di una società attiva nel settore dei carburanti. L’allarme riguardava una serie di transazioni anomale registrate nel territorio torinese, effettuate attraverso una carta carburante riconducibile a un mezzo della Polizia in dotazione a un Commissariato barese.

Un elemento che ha immediatamente destato attenzione, facendo emergere l’ipotesi di una clonazione della carta di servizio e di un utilizzo fraudolento a fini personali. Da qui l’avvio degli accertamenti, sviluppati attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, l’esame del traffico telefonico e l’impiego di strumentazioni tecnologiche di controllo.

Le attività investigative hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, in relazione a condotte illecite che sarebbero state messe in atto tra la fine di aprile e la prima metà di maggio 2025. Sulla base degli elementi acquisiti, l’autorità giudiziaria ha disposto la misura cautelare, ritenendo sussistenti le esigenze previste dalla legge.

L’indagine prosegue per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare se vi siano stati altri utilizzi fraudolenti della carta clonata o ulteriori soggetti coinvolti.

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