BARI - Rafforzare le produzioni nazionali, difendere i territori e promuovere modelli alimentari sani e sostenibili. È su questi obiettivi che si fonda il Protocollo d’intesa sottoscritto da Coldiretti e ANCI, che avvia una collaborazione strutturata tra i Comuni italiani e il mondo agricolo, riconoscendo all’agricoltura un ruolo centrale nella tutela del paesaggio, della salute pubblica e della coesione sociale.
L’accordo rafforza i Comuni come presidi di comunità, punto di raccordo tra territorio, servizi e cittadini, e si inserisce in un percorso già avviato in Puglia. Nell’aprile 2025, infatti, è stato siglato il Protocollo regionale tra Coldiretti Puglia e ANCI Puglia, che interessa 585.000 studenti e circa 90 milioni di pasti all’anno nella refezione della scuola dell’obbligo. Un’intesa che introduce un’impostazione salutista, eliminando dai menù alimenti ultra-formulati e prodotti con glifosato, privilegiando negli appalti cibi locali e a chilometro zero.
Coldiretti e ANCI hanno inoltre concordato sull’esigenza di un confronto periodico per affrontare temi di interesse comune, con l’obiettivo di garantire indicazioni applicative omogenee su scala nazionale per le norme che riguardano le imprese agricole e le competenze comunali. In questo ambito rientra anche l’attenzione alla TARI, con l’impegno a considerare le specificità delle attività agricole e la tipologia dei rifiuti prodotti.
Uno dei pilastri del Protocollo riguarda la ristorazione collettiva. L’intesa punta ad aumentare la presenza, nelle mense pubbliche e scolastiche, di prodotti made in Italy, locali, stagionali, biologici e provenienti da filiere corte. I Comuni saranno affiancati nella predisposizione di capitolati e disciplinari che introducano criteri chiari di qualità, trasparenza e tracciabilità. Una scelta che risponde a una domanda crescente: secondo un’indagine Coldiretti Censis, solo il 38% dei cittadini giudica adeguate le informazioni oggi disponibili nelle mense, mentre l’86% chiede un maggiore utilizzo di alimenti freschi e di stagione.
Ampio spazio è riservato anche all’educazione alimentare, con iniziative rivolte in particolare ai più giovani per diffondere corretti stili di vita, valorizzare la Dieta Mediterranea e contrastare il consumo di prodotti ultra-formulati. Percorsi didattici, laboratori e progetti territoriali sono pensati per rafforzare il legame tra scuola, famiglie e produttori agricoli, trasformando il cibo in uno strumento di prevenzione e consapevolezza.
“L’obiettivo è qualificare le mense scolastiche e collettive, garantendo prodotti del territorio, frutta e verdura stagionali, alimenti glifosato free ed escludendo i cibi ultra-formulati”, ha dichiarato Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. Una scelta resa urgente dai dati sanitari regionali: in Puglia il 10,3% dei minori è obeso, l’11,1% dei bambini consuma frutta meno di una volta a settimana o mai e solo il 39,8% fa una merenda adeguata a metà mattina, mentre un genitore su 4 esprime un giudizio negativo sulle mense scolastiche.
Sulla stessa linea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, che ha ricordato come “la scorretta alimentazione, insieme alla ridotta attività fisica, rappresenti una delle principali cause dell’aumento di obesità e sovrappeso tra i bambini”. Piccioni ha definito il Protocollo “uno strumento essenziale per tutelare la salute pubblica, ridurre l’uso del glifosato e difendere il territorio da prodotti importati che non rispettano le nostre regole”.
Il Protocollo nazionale prevede inoltre il sostegno alla diffusione dei Mercati di Campagna Amica, anche attraverso l’individuazione di spazi comunali idonei. Nei centri più piccoli, questi mercati rappresentano un presidio contro la desertificazione commerciale e, secondo Noto Sondaggi, l’86% dei cittadini vorrebbe un farmers market nel proprio quartiere. Anche su questo fronte torna il tema della TARI, con l’impegno a riconoscere le peculiarità delle imprese agricole nella gestione dei rifiuti.
Sul piano operativo, un ruolo chiave è affidato alla Fondazione Campagna Amica, che metterà a disposizione la propria rete di mercati contadini, fattorie didattiche e iniziative di agricoltura sociale per facilitare l’attuazione dell’intesa e garantire l’accesso a cibo di qualità, sicuro e interamente made in Italy. L’accordo interviene infine su filiere corte, turismo rurale e tutela del suolo agricolo, promuovendo forme di welfare di prossimità e sostenendo l’imprenditorialità giovanile e femminile come leva di innovazione e rigenerazione dei territori.
Edicola digitale
Abbonati