Cerca

Cerca

Taranto

Parco Mar Grande, l'incompiuto. Manna accusa: “Dopo 6 anni nessuna bonifica”

Il fondatore di VeraLeaks ricostruisce la vicenda dell’area tra Marechiaro e Praia a Mare, sequestrata nel 2020. Denuncia ritardi, interventi provvisori e chiede vigilanza istituzionale

Il progetto del "Parco Mar Grande" a Taranto

Il progetto del "Parco Mar Grande" a Taranto

TARANTO - A distanza di anni dall’annuncio di un intervento di riqualificazione mai realizzato, Luciano Manna, fondatore di VeraLeaks, torna a denunciare lo stato dell’area compresa tra Marechiaro e Praia a Mare, teatro di un progetto annunciato e mai decollato.

Secondo quanto ricostruito da Manna, nel novembre 2019 l’amministrazione comunale presentò il progetto del Parco Mar Grande, accompagnandolo con rendering e comunicazione istituzionale. Un’iniziativa che, afferma, avrebbe ignorato un elemento decisivo: l’area interessata è contaminata da amianto. Si tratterebbe di una superficie di circa 70.000 metri quadrati, riempita tra gli anni 80 e 90 con materiali di risulta a ridosso del mare. Un riporto che, a causa dell’erosione marina, continuerebbe a far affiorare rifiuti di ogni tipo, inclusi materiali contenenti amianto.

Il 9 gennaio 2020, Manna riferisce di aver presentato una denuncia a titolo personale e per conto di VeraLeaks presso il Commissariato Borgo. Pochi giorni dopo, il 3 febbraio 2020, l’area di Marechiaro a San Vito venne sottoposta a sequestro da parte della Polizia di Stato e della Guardia Costiera.

A oggi, sottolinea Manna, la bonifica non è mai stata eseguita. L’unico intervento realizzato sarebbe una messa in sicurezza provvisoria, dal costo superiore a 180.000 euro, ritenuta insufficiente perché non impedirebbe al mare di continuare l’erosione delle pareti contaminate, con la conseguente dispersione di amianto in acqua e il possibile trasporto dei materiali fino a Viale del Tramonto.

Nel suo intervento, Manna parla di una vicenda emblematica delle criticità del sistema di tutela. «Dopo un sequestro disposto solo a seguito della denuncia di un cittadino – afferma – non si è arrivati a una soluzione definitiva», sostenendo che diritto alla salute e legalità restino disattesi in un’area dove, a suo giudizio, non sarebbe stato possibile neppure ipotizzare la realizzazione di un parco.

Da qui l’appello finale rivolto agli attuali consiglieri comunali, invitati a mantenere alta l’attenzione. «Rimanete vigili – è l’esortazione – e dedicatevi a quest’area e a tutte quelle sottoposte a sequestro nelle zone demaniali di Taranto», affinché la vicenda non resti ancora senza risposte definitive.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori