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Taranto

Transizione occupazionale, la Confsal promuove il tavolo permanente

Il sindacato valuta positivamente l’esito dell’incontro a Palazzo di Città e chiede tavoli tematici stabili per affrontare crisi del lavoro, ambiente e rientro dei giovani

Il Palazzo di Città di Taranto visto dal mare

Il Palazzo di Città di Taranto visto dal mare

TARANTO - Un giudizio favorevole sull’esito del tavolo tecnico permanente per la transizione occupazionale arriva dalla Confsal. A esprimerlo è il segretario provinciale Gianfranco Buttari, all’indomani dell’incontro svoltosi a Palazzo di Città, alla presenza dell’assessore comunale Alessandro Stamerra.

Secondo quanto riferito dal sindacato, dal confronto sarebbe emersa una convergenza tra istituzioni e parti sociali sulla necessità di avviare tutte le procedure utili all’istituzione di tavoli tematici permanenti. L’obiettivo condiviso è quello di dare continuità al dialogo e di individuare strumenti concreti per affrontare una crisi occupazionale che da anni segna il territorio ionico.

Nel suo intervento, Buttari ha sottolineato come la transizione non possa prescindere da un approccio integrato. Per la Confsal, ha spiegato il segretario provinciale, è indispensabile affrontare insieme la questione ambientale e la tutela dei lavoratori, con particolare attenzione a quanti si trovano attualmente in cassa integrazione. Allo stesso tempo, viene indicata come prioritaria la necessità di creare condizioni favorevoli al rientro dei giovani, spesso costretti a lasciare Taranto per l’assenza di opportunità occupazionali.

Il sindacato evidenzia inoltre come il recupero delle competenze e delle professionalità disperse rappresenti un passaggio strategico per costruire nuove prospettive di sviluppo. Secondo la Confsal, il ritorno di giovani formati e qualificati potrebbe favorire la nascita di una nuova economia, capace di superare definitivamente la dipendenza dalla monocultura dell’acciaio.

Nelle conclusioni, Buttari richiama una visione di rilancio complessivo per la città. Taranto, afferma, merita una rinascita dopo anni di scelte industriali e ambientali orientate esclusivamente al profitto. Da qui la richiesta di una transizione giusta, in grado di chiudere l’emergenza ambientale e di liberare cittadini e lavoratori da quella che viene definita un’alternativa non più accettabile tra diritto al lavoro e diritto alla salute.

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