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Il fatto

Ex Ilva, Taranto nella morsa della crisi. È il momento decisivo

Dalla gestione dei licenziamenti agli aiuti alle imprese dell’indotto, passando per il Decreto Ex Ilva e le misure regionali: il territorio ionico affronta una fase fondamentale per il proprio futuro socio-economico

Operai dell'ex Ilva

Operai dell'ex Ilva (foto d'archivio)

TARANTO - L'emergenza che coinvolge il polo siderurgico ex Ilva attraversa in queste ore una fase di estrema complessità, delineando uno scenario di massima allerta per la stabilità socio-economica del territorio ionico.

Le più recenti analisi documentano come il futuro di Taranto e del suo vasto indotto sia attualmente vincolato a un delicato equilibrio tra l'indispensabile transizione verso nuovi modelli produttivi e la necessità cogente di scongiurare un disastroso effetto domino sui livelli occupazionali. Le istituzioni, a ogni livello di governo, si trovano impegnate nella gestione di una crisi che ha ormai superato il perimetro dello stabilimento per riversarsi sull'intero tessuto imprenditoriale locale. Le criticità principali riguardano la risoluzione dei crediti incagliati e il monitoraggio delle procedure di licenziamento, che rischiano di assumere tratti di irreversibilità in assenza di interventi strutturati e tempestivi.

Il primo fronte di gestione della crisi, caratterizzato da una marcata tensione sociale, vedrà un passaggio fondamentale nella mattinata di giovedì 29 gennaio 2026. Per le ore 10:30 è infatti convocata la Task Force regionale per l'occupazione; un incontro tecnico-istituzionale che si preannuncia molto importante per definire gli ambiti delle tutele sociali. L'obiettivo primario del tavolo risiede nel tentativo di sospendere le procedure di licenziamento collettivo che interessano circa 300 lavoratori delle aziende dell'appalto e delle forniture. Un'attenzione specifica è rivolta al caso della Semat Sud, realtà industriale in cui la contrazione delle attività ha generato forti preoccupazioni.

Per oltre 200 lavoratori di questa "ditta", gli ammortizzatori sociali giungeranno a naturale scadenza entro il prossimo marzo. Tale situazione è strettamente interconnessa al fermo manutentivo che interessa le batterie 7, 8 e 12 della cokeria ex Ilva, una sospensione operativa che ha drasticamente ridotto i carichi di lavoro e le prospettive di reimpiego immediato. I sindacati hanno ufficialmente sollecitato l'intervento del Comitato regionale per il monitoraggio del sistema economico e produttivo (SEPAC), invocando l'attivazione di percorsi alternativi finalizzati alla salvaguardia dei rapporti di lavoro.

In parallelo al dialogo con le parti sociali, la Regione Puglia ha predisposto strumenti finanziari mirati, attraverso le proprie agenzie, per fornire sostegno alle piccole e medie imprese colpite dal blocco dei pagamenti. È attualmente operativo un bando straordinario che mette a disposizione 20 milioni di euro sotto forma di sovvenzioni dirette. La misura è destinata alle PMI titolari di crediti prededucibili certificati, le quali possono accedere a contributi a fondo perduto fino al 30% del valore del credito vantato, con un massimale fissato a 300.000 euro per ogni singola istanza. Per supportare le imprese in questo iter e nella complessa gestione della cassa integrazione in deroga, che dall'inizio dell'anno coinvolge circa 6.000 lavoratori del gruppo, sono stati attivati sportelli tecnici presso le principali associazioni di categoria. Questi uffici svolgono una funzione di mediazione e consulenza specialistica verso la piattaforma digitale regionale, semplificando la trasmissione delle domande e garantendo un flusso informativo costante per la semplificazione delle pratiche e il superamento degli ostacoli burocratici.

Sotto il profilo legislativo, il 14 gennaio 2026 ha rappresentato uno spartiacque significativo grazie all'approvazione definitiva del "Decreto Ex Ilva" da parte del Senato della Repubblica. Il provvedimento ha reso disponibile una riserva di 108 milioni di euro residui, autorizzando un ulteriore stanziamento che può raggiungere i 149 milioni di euro. Tali risorse risultano determinanti per assicurare la continuità operativa minima degli impianti e proteggere l'integrità strutturale del sito siderurgico. Contestualmente, un emendamento di recente approvazione ha esteso fino al 2028 la possibilità di impiego dei fondi per le imprese dell'indotto, permettendo una programmazione più stabile degli interventi di risanamento ambientale.

Tuttavia, è condivisa l'opinione che la sola immissione di liquidità statale richieda un supporto integrativo. A tal fine, si stanno definendo protocolli d'intesa con gli enti locali e il sistema creditizio per l'attivazione di moratorie sui tributi comunali, quali IMU e TARI, e per la tenuta delle linee di credito bancarie. Queste azioni sono volte a tutelare la continuità aziendale nelle more che la gestione commissariale provveda al saldo delle pendenze pregresse.

In questa fase di profonda incertezza, l'informazione puntuale e qualificata si configura come uno strumento essenziale affinché i lavoratori e gli operatori economici possano accedere correttamente e per tempo alle misure di sostegno previste. Le "Camere di Commercio" e il portale istituzionale "Sistema Puglia" costituiscono i canali ufficiali per il monitoraggio delle scadenze e per l'aggiornamento sui nuovi protocolli d'intesa. La sfida prioritaria dei prossimi giorni consisterà nel convertire queste misure emergenziali in una strategia di stabilità di lungo periodo, capace di offrire risposte concrete e sottrarre il futuro del polo ionico e delle migliaia di famiglie coinvolte a una condizione di perenne precarietà e inaccettabile fatalità.

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