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Taranto

Vestas Italia, Fim Cisl: confronto ancora aperto sui trasferimenti dei lavoratori

Secondo incontro sullo spostamento di 32 dipendenti. Il sindacato chiede un dialogo reale e soluzioni meno impattanti per tutelare persone e territorio

La sede di Taranto di Vestas Italia

La sede di Taranto di Vestas Italia

TARANTO - Prosegue il confronto sul piano di trasferimento di 32 lavoratori di Vestas Italia, un’operazione che per la Fim Cisl Taranto Brindisi rappresenta un cambiamento profondo e altamente impattante per i dipendenti coinvolti e per l’intero territorio. Il tema è stato al centro del secondo incontro di aggiornamento, svolto secondo il calendario già concordato tra le parti.

Nel corso della riunione, la Fim Cisl ha espresso una posizione critica sulle modalità con cui l’azienda ha avviato la procedura, rilevando come la decisione sia maturata senza un confronto preventivo adeguato con le rappresentanze sindacali e senza una valutazione complessiva delle ricadute sociali, organizzative e personali sui lavoratori.

Secondo quanto riferito al tavolo, le motivazioni illustrate da Vestas Italia, legate a esigenze logistiche, riduzione dei costi di trasporto, condizioni degli immobili e minore impatto ambientale, non terrebbero conto, a giudizio del sindacato, del valore centrale della componente umana, considerata la risorsa strategica principale dell’azienda.

La Fim Cisl ha ribadito che prima di avviare qualsiasi trasferimento sarebbe stato necessario un confronto strutturato per analizzare nel dettaglio le conseguenze sulla vita quotidiana dei lavoratori, sulle loro famiglie e sugli equilibri economici e sociali. Un aspetto che, secondo il sindacato, non può essere ridotto a una semplice riorganizzazione interna.

Durante la discussione, l’azienda ha dichiarato di non prevedere esuberi occupazionali, evidenziando anzi un incremento delle attività, con oltre 1.000 megawatt di contratti acquisiti, che avrebbe determinato una revisione dell’assetto territoriale legato alle esigenze di installazione e manutenzione. In questo contesto è maturata la scelta di valutare lo spostamento del magazzino attualmente presente a Taranto.

La Fim Cisl ha però sottolineato che un trasferimento di circa 200 chilometri incide in modo significativo sulla vita dei dipendenti, comportando una riorganizzazione radicale delle abitudini personali e lavorative. Una decisione che, se presentata come un intervento tecnico, rischia di tradursi in una trasformazione pesante delle condizioni di vita.

Per queste ragioni, il sindacato ha chiarito di voler proseguire il confronto senza concedere automatismi all’azienda, con l’obiettivo di individuare soluzioni alternative e meno traumatiche, nel rispetto dei principi di partecipazione, trasparenza e corrette relazioni industriali. Nel corso dell’incontro sono state avanzate proposte finalizzate a garantire supporti logistici ed economici, favorendo eventuali ricollocazioni su base volontaria o percorsi di continuità occupazionale all’interno di Vestas Italia e Vestas Blades.

La Fim Cisl ha preso atto della disponibilità manifestata dall’azienda a mantenere aperto il dialogo, valutando ogni ipotesi utile a sostenere i lavoratori coinvolti nel processo di riorganizzazione. Al termine della riunione, le parti hanno concordato di aggiornarsi al prossimo 28 gennaio, con un nuovo incontro in presenza, in linea con il cronoprogramma già definito.

Per il sindacato, la vertenza richiede un impegno immediato e responsabile di tutti i soggetti coinvolti, affinché il confronto sia orientato a soluzioni condivise, capaci di tutelare l’occupazione, le famiglie dei lavoratori e il tessuto produttivo del territorio.

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