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Bari

Prezzi alimentari e filiera, l’Antitrust apre un’indagine sulla Grande distribuzione

Nel mirino dell’Autorità lo squilibrio tra produttori agricoli e le aziende della grande distribuzione organizzata

Gennaro Sicolo

Gennaro Sicolo

BARI - L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato una indagine conoscitiva sulla Grande Distribuzione Organizzata, concentrando l’attenzione sulla ripartizione del valore lungo la filiera agroalimentare e sui meccanismi che determinano la formazione dei prezzi. Al centro dell’analisi ci sono le dinamiche che hanno portato, secondo i dati certificati dall’ISTAT, a un aumento dei prezzi dei beni alimentari del 24,9 per cento tra ottobre 2021 e ottobre 2025, un incremento di quasi 8 punti superiore rispetto a quello registrato dall’indice generale dei prezzi al consumo, fermo al 17,3 per cento nello stesso periodo.

L’Autorità intende inoltre approfondire il divario sempre più marcato tra i prezzi riconosciuti ai produttori agricoli, spesso insufficienti a coprire i costi di produzione, e i valori raggiunti dagli stessi prodotti una volta sugli scaffali dei supermercati. Uno squilibrio che, secondo il mondo agricolo, penalizza in modo sistematico il settore primario.

Sull’iniziativa è intervenuto Gennaro Sicolo, presidente regionale e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, che ha espresso apprezzamento per il lavoro avviato dall’Antitrust. “Rilevare con dati oggettivi lo strapotere contrattuale della GDO e le forti sperequazioni a danno degli agricoltori è un passo avanti importante”, ha affermato Sicolo, sottolineando come il settore primario resti spesso frammentato e poco incisivo nei tavoli di contrattazione.

Secondo CIA Agricoltori Italiani, accanto al rafforzamento delle Organizzazioni e Associazioni dei Produttori, è necessario intervenire con strumenti immediati di regolazione del mercato. Tra le proposte avanzate, Sicolo ha indicato la necessità di superare le aste telematiche mascherate da tender, che spingono verso prezzi sempre più bassi, penalizzando la qualità dei prodotti e limitando la partecipazione delle piccole e medie imprese agricole, considerate l’ossatura del sistema produttivo.

Altro punto ritenuto centrale è quello della trasparenza verso i consumatori. “Chi acquista deve sapere da dove proviene la materia prima e quale valore viene riconosciuto all’agricoltore”, ha spiegato Sicolo, chiedendo chiarezza sulla distribuzione del reddito lungo tutta la filiera, dal produttore al trasformatore fino al distributore. Un’informazione che, secondo la CIA, renderebbe più consapevoli le scelte di acquisto e favorirebbe un riequilibrio del sistema.

Pur valutando positivamente l’indagine avviata dall’Autorità Garante, l’associazione agricola richiama l’urgenza di interventi rapidi, per evitare ricadute strutturali sull’intero comparto agroalimentare italiano. In gioco, viene sottolineato, non c’è solo la sostenibilità economica delle aziende agricole, ma la tutela delle eccellenze nazionali come olio, vino, pasta e ortofrutta, alla base del riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio dell’Unesco e del lavoro quotidiano di migliaia di produttori.

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