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Taranto
17 Gennaio 2026 - 08:34
Le vie dello shopping
TARANTO - Un Natale segnato da scelte d’acquisto più prudenti, ma anche dalla capacità dell’artigianato di reggere l’urto di un contesto economico complesso. È il quadro che emerge dall’analisi di Confartigianato Taranto, affidata alle valutazioni del segretario generale Fabio Paolillo, che richiama istituzioni e attori economici a una responsabilità condivisa per contrastare la progressiva desertificazione commerciale.
Nel Tarantino, le festività di fine 2025 hanno confermato una tenuta complessivamente fragile delle attività di prossimità. Le famiglie hanno ridotto gli acquisti d’impulso, prestando maggiore attenzione al budget e orientandosi verso regali utili, autentici e di qualità. In questo scenario, secondo Paolillo, “quando l’offerta è credibile, curata e riconoscibile, il territorio risponde”, premiando l’artigianalità, la personalizzazione e il rapporto diretto con il cliente, elementi che l’online fatica a replicare.
I riscontri migliori hanno riguardato i comparti più legati alle festività e alle esperienze, dall’enogastronomia al dolciario, dai prodotti tipici alle confezioni regalo, fino ai servizi alla persona. Settori sostenuti da una domanda sempre più orientata verso prodotti con una storia e una forte identità. Più in difficoltà, invece, alcuni segmenti tradizionali come abbigliamento e calzature, penalizzati dalla concorrenza dell’e-commerce, dall’incertezza dei consumatori e anche dai problemi strutturali di viabilità e parcheggio nel capoluogo.
Il cambiamento, secondo Confartigianato, è ormai strutturale. Non basta più vendere. “Oggi serve differenziarsi, comunicare valore e trasformare negozi e botteghe in presidi di fiducia e relazione”, capaci di offrire un’esperienza che vada oltre il semplice acquisto.
Uno sguardo al lavoro rafforza questa lettura. Dai dati Excelsior Unioncamere emerge che a gennaio 2026 nella provincia di Taranto sono previste 3.910 entrate, di cui 530 nel commercio, 440 tra ristorazione e turismo, 380 nelle costruzioni, 270 nell’industria metallurgica e 380 nei servizi alla persona. Nel trimestre gennaio marzo le entrate stimate salgono a 10.380. Tuttavia, il 48% delle imprese segnala difficoltà nel reperire personale, a conferma di un sistema che, pur restando vitale, necessita di competenze aggiornate e politiche del lavoro più efficaci.
Per Confartigianato è arrivato il momento di un patto di sistema tra istituzioni, associazioni e attori economici, con il coinvolgimento della Camera di Commercio, per mettere in campo azioni concrete e misurabili. Tra le priorità indicate figurano incentivi per chi avvia nuove attività o continua a investire nonostante le difficoltà, sostegno alla digitalizzazione, percorsi di formazione, reti tra imprese e progetti di animazione commerciale dei quartieri. L’obiettivo è evitare che la resilienza delle piccole attività si riduca a semplice resistenza, senza tradursi in sviluppo e competitività.
In questa direzione si inserisce anche l’idea di una rete di prossimità capace di unire innovazione e identità, attraverso un marketplace delle botteghe, servizi di click and collect, una carta fedeltà territoriale e consegne green di quartiere, integrati con eventi e percorsi turistici e costruiti in rete tra i Comuni della provincia. “Il punto non è fare concorrenza all’online, ma mettere insieme comodità e relazione, tecnologia e radicamento”, sottolinea Paolillo.
Per Confartigianato, l’economia di vicinato non è solo commercio. È lavoro, sicurezza urbana, vita dei quartieri e identità. “Quando chiude una bottega non scompare solo un’attività economica, ma si spegne un presidio sociale e si perde un pezzo di città”, avverte il segretario generale, ribadendo la necessità di accompagnare artigiani e piccole imprese con politiche pubbliche coerenti, strumenti digitali e reti di collaborazione capaci di sostenere una crescita reale e duratura.
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