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L'intervento
15 Gennaio 2026 - 07:27
La raffineria Eni di Taranto
TARANTO - Le segreterie territoriali di Cisl e Femca Cisl registrano segnali concreti di avanzamento della transizione energetica di Eni nei territori di Brindisi e Taranto, indicando un percorso che inizia a tradursi in progetti industriali strutturati.
Secondo quanto evidenziato dalle organizzazioni sindacali, il cambiamento del modello produttivo del gruppo Eni verso l’energia sostenibile sta trovando attuazione attraverso Eni Storage Systems, joint venture nata dall’accordo con Seri Industrial per la produzione di batterie e per lo sviluppo dell’economia circolare, e tramite Eni Industrial Evolution S.p.A., società che accorpa le attività industriali tradizionali come le raffinerie.
A Brindisi, Eni Storage Systems ha già avviato l’operatività per la realizzazione di 4 impianti destinati alla produzione di oltre 8 GWh l’anno di batterie, principalmente per sistemi di accumulo stazionario di energia elettrica. Il progetto è attualmente nella fase di ingegneria e di valutazione economica, finanziaria e autorizzativa, con una conclusione prevista entro marzo, per poi passare immediatamente alla fase esecutiva.
Sul versante ionico, dall’1 gennaio la Raffineria di Taranto è rientrata nelle competenze di Eni Industrial Evolution S.p.A., il veicolo societario attraverso cui il gruppo ha concentrato raffinerie, depositi, oleodotti e partecipazioni, con l’obiettivo di accompagnare gradualmente il passaggio dai combustibili fossili ai biocarburanti.
“Valutiamo positivamente questi segnali – afferma Luigi Spinzi, segretario generale territoriale della Cisl – perché iniziano a dare sostanza a quanto abbiamo sempre sostenuto, cioè la compatibilità sociale della transizione energetica in un territorio che potrà riscrivere la propria storia industriale solo se verrà tutelata l’occupazione attuale, sia diretta sia dell’appalto e dell’indotto”. Spinzi sottolinea inoltre la necessità di affiancare a questo percorso programmi di formazione e riqualificazione professionale, ribadendo il valore di un metodo basato su partecipazione, dialogo sociale e coinvolgimento di lavoratori, istituzioni e imprese.
Nel dettaglio, a Brindisi è prevista la realizzazione di una Gigafactory attraverso la riconversione dell’area del polo chimico, con la produzione di batterie al litio ferro fosfato destinate ai sistemi BESS, fondamentali per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. L’obiettivo dichiarato è la creazione di 1.300 posti di lavoro, con l’avvio della produzione atteso tra il 2026 e il 2027. In prospettiva, nello stesso sito si aggiungeranno anche attività di riciclo delle batterie e di produzione della materia attiva catodica, disponibili anche per altri operatori del settore.
Seri Industrial ed Eni puntano a conquistare oltre il 10 per cento del mercato europeo delle batterie stazionarie, attraverso la creazione di un polo integrato tra Brindisi e Teverola, in provincia di Caserta, orientato all’innovazione e alla sostenibilità.
Per quanto riguarda Taranto, la nuova configurazione societaria conferma la continuità produttiva della Raffineria, ritenuta indispensabile nell’attuale fase di evoluzione dei processi industriali. “È in fase di elaborazione – segnala Marcello De Marco, segretario generale territoriale della Femca Cisl – un progetto legato alla produzione di idrogeno che Eni sarebbe intenzionata a sviluppare nei prossimi anni, con prospettive particolarmente positive”.
De Marco ricorda come oggi la Raffineria occupi 400 lavoratori diretti, ai quali si aggiungono circa 800 addetti dell’indotto, un patrimonio industriale che il sindacato ritiene necessario rafforzare con nuova occupazione, in un’area segnata da vertenze di rilievo nazionale ma determinata a confermare un percorso di sviluppo sostenibile, coerente con la propria storia produttiva.
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