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Taranto
14 Gennaio 2026 - 10:51
L'aula del consiglio comunale di Taranto
TARANTO - Un documento unitario e trasversale, sottoscritto da tutti i consiglieri comunali, per esprimere il dolore, l’indignazione e la rabbia dell’intera comunità tarantina dopo l’ennesima morte sul lavoro nello stabilimento ex Ilva. Il Consiglio comunale di Taranto, riunito nella sua interezza e al di là di ogni appartenenza politica, ha diffuso un comunicato ufficiale in seguito al tragico evento del 12 gennaio 2026, che ha determinato la morte del lavoratore Claudio Salamida.
Nel testo, l’assemblea cittadina prende atto della perdita di una vita all’interno del sito industriale, definendo l’accaduto una ferita profonda e inaccettabile per Taranto, per il mondo del lavoro e per l’intero Paese. Viene ricordato come da anni lavoratori, sindacati e istituzioni locali segnalino criticità strutturali, organizzative e sistemiche in materia di sicurezza all’interno dello stabilimento.
Il Consiglio comunale esprime una condanna ferma di ogni modello produttivo che antepone la continuità della produzione, il profitto o le scadenze industriali alla tutela della vita e della dignità dei lavoratori. Viene inoltre respinta con decisione l’idea che la morte sul lavoro possa essere considerata una fatalità o un evento inevitabile.
Nel documento si afferma in modo chiaro che morire di e per il lavoro nel 2026 è inaccettabile, che la sicurezza non è un costo ma un diritto fondamentale, e che Taranto non può più continuare a pagare con il sangue dei propri lavoratori il prezzo di inerzie, ritardi e responsabilità non assunte.
Il Consiglio comunale esprime quindi il più profondo cordoglio e la sincera vicinanza alla famiglia della vittima, ai colleghi di lavoro e a tutti i lavoratori dello stabilimento, sottolineando la solidarietà dell’intera città verso chi ha perso un padre, un figlio e un cittadino della Repubblica.
Accanto al dolore, il documento contiene richieste urgenti e puntuali: l’accertamento rapido e rigoroso delle responsabilità, l’immediata verifica delle condizioni di sicurezza in tutti i reparti attraverso il coinvolgimento delle autorità competenti e, qualora non siano garantiti standard pienamente adeguati, la sospensione delle attività lavorative nel rispetto della normativa europea, nazionale e regionale.
Infine, il Consiglio comunale sollecita un intervento deciso del Governo, degli enti preposti e della proprietà e gestione dello stabilimento, affinché la sicurezza diventi una priorità assoluta e non più negoziabile, segnando un cambio di passo netto nella tutela della vita dei lavoratori.
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