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Taranto

Infermieri, Perrini attacca: 60 professionisti pronti ma fermi per la burocrazia

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia rilancia l’allarme dell’Ordine degli Infermieri di Taranto e chiede la chiusura immediata del concorso regionale

Una infermiera

Una infermiera

TARANTO - Sessanta infermieri già formati per operare come professionisti di famiglia e comunità, ma impossibilitati a entrare in servizio a causa di lungaggini amministrative. Una situazione definita inaccettabile dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Renato Perrini, che interviene con una nota durissima denunciando l’ennesimo paradosso della sanità tarantina.

Perrini afferma di non poter ignorare l’allarme lanciato da Pierpaolo Volpe, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto, secondo il quale serviranno ancora 7 mesi prima che i 60 infermieri possano essere impiegati nelle 17 Case di Comunità del territorio. Un ritardo che pesa in modo particolare in un contesto segnato, da anni, da una cronica carenza di personale sanitario.

Secondo il consigliere regionale, si tratta di professionisti che potrebbero da subito alleggerire il carico sui medici di base e sui Pronto Soccorso, prendendosi cura delle famiglie e dei pazienti con problematiche sanitarie complesse. Una risorsa che, sottolinea Perrini, rappresenterebbe un supporto fondamentale per un sistema sanitario locale già in forte sofferenza.

Nel mirino finisce anche il neo presidente della Regione Antonio Decaro, invitato ad accelerare sulla conclusione del concorso regionale di cui fanno parte i 60 infermieri, così da procedere rapidamente con le assunzioni. Perrini critica il ricorso a soluzioni definite sperimentali, che a suo giudizio finiscono per gravare ulteriormente su medici, operatori sanitari e aziende sanitarie locali.

Il consigliere annuncia infine che, non appena sarà operativa la Commissione Sanità, chiederà l’audizione del futuro assessore competente per comprendere quali strumenti concreti si intendano adottare per sbloccare le situazioni occupazionali nel comparto sanitario. Su questo terreno, conclude Perrini, verrà misurata l’azione del nuovo presidente regionale, mentre ogni altra discussione viene liquidata come priva di contenuti concreti.

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