TARANTO - Alla tragedia sul lavoro che ieri ha colpito lo stabilimento ex Ilva e alla successiva mobilitazione sindacale conclusa alle 7 del mattino, si aggiungono ulteriori elementi di preoccupazione legati alla sicurezza degli impianti. Nella mattinata di oggi, infatti, le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno denunciato nuovi dettagli relativi a un episodio avvenuto nella notte tra lunedì 12 e martedì 13 gennaio.
Secondo quanto comunicato dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, nel corso della notte è stata riscontrata una possibile perdita di gas inodore all’interno delle aree ENE e DTA dello stabilimento. Una circostanza particolarmente delicata proprio perché, trattandosi di gas non percepibile all’olfatto, il rischio per la salute e l’incolumità dei lavoratori non risulta immediatamente individuabile.
Le organizzazioni sindacali spiegano di aver segnalato tempestivamente l’episodio alle funzioni aziendali competenti, chiedendo verifiche immediate e l’attivazione di tutte le misure di prevenzione previste. Nella mattinata successiva, l’azienda avrebbe confermato la reale esistenza della perdita di gas, comunicando anche l’avvenuto intervento per il ripristino delle condizioni di sicurezza.
Pur riconoscendo la rapidità dell’azione tecnica, Fim, Fiom e Uilm hanno ritenuto necessario richiedere una convocazione urgente, con l’obiettivo di ottenere maggiori informazioni sull’accaduto e garanzie precise sulla prosecuzione delle attività lavorative esclusivamente in condizioni di piena sicurezza. I sindacati ribadiscono che la tutela dei lavoratori deve restare una priorità assoluta, annunciando il proseguimento del monitoraggio sull’evoluzione della situazione e riservandosi ogni iniziativa a difesa del personale.
Questi nuovi elementi si inseriscono in un quadro già fortemente critico, segnato dalla morte dell’operaio specializzato Claudio Salamida, 46 anni, deceduto dopo una caduta dall’alto durante un intervento di manutenzione all’interno dell’acciaieria 2. Sull’incidente è in corso un’inchiesta giudiziaria, con il sequestro probatorio del quarto e del quinto livello dell’impianto disposto dalla magistratura per accertare dinamica e responsabilità.
Intanto, sempre questa mattina, intorno alle 9,30, è stato inoltre segnalato un nuovo allarme nell’area dell’altoforno 2, con l’attivazione delle sirene e l’allontanamento dei lavoratori. Un episodio reso pubblico da Luciano Manna, fondatore di VeraLeaks, che aveva sollecitato un intervento immediato delle istituzioni competenti.
Nella sua segnalazione, il fondatore di VeraLeaks ha parlato di una situazione che richiederebbe un intervento immediato delle istituzioni, chiamando in causa la Procura di Taranto e il Prefetto, affinché vengano effettuate verifiche urgenti sulle condizioni operative e sulla sicurezza dell’impianto.
Un susseguirsi di eventi che, alla luce delle nuove rivelazioni sindacali, accentua l’attenzione sulle condizioni di sicurezza all’interno dello stabilimento.
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