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Sanità
06 Gennaio 2026 - 09:13
Un pronto soccorso - archivio
BARI - Il sovraffollamento dei pronto soccorso pugliesi, aggravato dal picco della curva influenzale, rappresenta per i medici di famiglia una crisi prevista e mai affrontata in modo strutturale. Già a metà dicembre la FIMMG Puglia aveva segnalato il rischio di un collasso del sistema, legato alla grave carenza di personale medico nei servizi di Continuità Assistenziale e nel 118, in concomitanza con il periodo delle festività natalizie.
Con diverse sedi di guardia medica rimaste scoperte e un aumento significativo dei casi di influenza, le conseguenze si sono riversate inevitabilmente su un servizio di emergenza già in sofferenza e sui pronto soccorso ospedalieri, oggi alle prese con accessi in costante crescita.
Da tempo la Fimmg propone alla Regione Puglia una riorganizzazione complessiva dell’assistenza territoriale, fondata su modelli più flessibili e su una diversa interpretazione del Ruolo Unico. L’obiettivo è riconoscere la medicina generale come parte integrante e strutturale del Servizio sanitario, superando l’attuale frammentazione delle funzioni. Secondo il sindacato, una medicina di famiglia organizzata in forma associativa, capace di garantire 12 ore di assistenza in strutture come i CPT, insieme a un 118 e a una Continuità Assistenziale potenziati, potrebbe funzionare da filtro per le emergenze, riducendo la pressione sui pronto soccorso.
Un percorso che, tuttavia, non ha trovato finora risposte concrete. L’impegno a definire nuovi accordi per il 118 e la Continuità Assistenziale entro la fine del 2025, sottolinea la Fimmg, non è stato rispettato, lasciando irrisolte criticità già note.
A rimarcare la posizione del sindacato è il segretario regionale Antonio De Maria, che parla apertamente di allarmi ignorati. «Non è nel nostro stile fare i profeti di sventura – afferma – ma quanto sta accadendo era stato ampiamente previsto». Secondo De Maria, le circolari emanate negli ultimi giorni del 2025 avrebbero addirittura complicato un quadro già critico, senza affrontare in modo organico il nodo del Ruolo Unico, ritenuto strategico per il rafforzamento dell’assistenza territoriale.
Il segretario Fimmg ricorda inoltre che l’accordo per il 118, atteso per settembre, non è mai stato firmato, lasciando il servizio in condizioni definite disastrose. Analoga sorte per l’intesa sulla Continuità Assistenziale, considerata fondamentale per garantire l’assistenza H16, che non sarebbe stata nemmeno avviata. A questo si aggiunge lo stallo dell’Accordo Integrativo Regionale della Medicina Generale, che avrebbe potuto introdurre strumenti utili a costruire una sanità territoriale più moderna ed efficiente.
Per la Fimmg Puglia, il combinato disposto di influenza stagionale, carenze di personale e ritardi istituzionali ha contribuito a creare una situazione ormai difficilmente sostenibile. Senza una riforma strutturale dell’assistenza sul territorio, avverte il sindacato, il rischio è che le emergenze stagionali continuino a trasformarsi in crisi sistemiche a carico degli ospedali.
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