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Brindisi
03 Gennaio 2026 - 08:06
Massimo Caliandro
BRINDISI – La chiusura del bando comunale per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, avvenuta il 2 gennaio, ha riportato al centro dell’attenzione una domanda abitativa forte e diffusa che attraversa la città. A intervenire è Massimo Caliandro, che a nome del Sicet Cisl fotografa una situazione sociale complessa, fatta di attese lunghe e condizioni di fragilità spesso invisibili.
Nei due mesi precedenti alla scadenza, il sindacato degli inquilini ha svolto un’intensa attività di supporto presso la sede Cisl di viale Togliatti, affiancando numerosi cittadini nella presentazione delle domande. Un lavoro che, sottolinea Caliandro, si è trasformato nella maggior parte dei casi in segretariato sociale, diventando occasione di ascolto di storie segnate da difficoltà personali e familiari profonde.
Le situazioni emerse riguardano persone che da anni vivono in alloggi precari e antigienici, nuclei senza reddito, famiglie colpite da sfratti per morosità incolpevole, convivenze plurifamiliari forzate, permessi di ospitalità scaduti o in scadenza. Non mancano casi di sovraffollamento e di canoni di locazione insostenibili sul mercato libero, nonostante a Brindisi sia prevista la possibilità di ricorrere ai contratti a canone concordato.
Caliandro richiama anche l’esito positivo di una fase di confronto con l’assessore comunale alle Politiche abitative e ai Servizi sociali Ercole Saponaro, che ha consentito di accogliere una specifica richiesta del Sicet. È stato infatti riconosciuto il punteggio per invalidità pari al 75% anche nei casi in cui il riconoscimento arrivi entro 3 mesi dalla scadenza del bando, purché l’istanza sia stata presentata nei termini e l’esito comunicato tempestivamente agli uffici.
Secondo il dirigente sindacale, si tratta di drammi sociali diffusi e silenziosi, vissuti con dignità ma spesso al limite della sopportazione, una condizione che accomuna Brindisi a molti altri comuni pugliesi e italiani. La domanda che più spesso viene rivolta al sindacato resta sempre la stessa: quando arriverà una casa. Una risposta che, osserva Caliandro, deve arrivare dalle istituzioni, a tutti i livelli.
Il Sicet Cisl ribadisce la necessità di interventi strutturali sull’attuale patrimonio di edilizia residenziale pubblica, oggi segnato dalla vetustà, per migliorarne qualità abitativa, sicurezza ed efficienza energetica. In questo quadro, Caliandro richiama le opportunità offerte dai fondi europei, ricordando che nel bilancio 2021–2027 l’Unione Europea ha previsto risorse dedicate ad accessibilità, inclusione e qualità della vita delle persone più fragili.
Nei giorni scorsi, inoltre, in sede di Conferenza Stato-Regioni, è stata raggiunta un’intesa per destinare 700 milioni di euro aggiuntivi allo sviluppo dell’housing, che si sommano ai 360 milioni già riprogrammati da Regioni e Province autonome per l’edilizia residenziale pubblica e sociale. A questi strumenti si affiancano le misure previste dalla rimodulazione del PNRR, che con la Legge di Bilancio 2026 rifinanzia gli interventi per l’incremento degli alloggi sociali destinati agli studenti universitari fuori sede.
Per Caliandro, ora è il momento di passare alla fase attuativa. Un segnale concreto, sottolinea, arriverebbe anche dal rispetto dei tempi per la definizione della graduatoria comunale, che dovrebbe concludersi entro 3 mesi, in un contesto nazionale in cui si stima che oltre 1 milione di alloggi restino non assegnati pur in presenza di famiglie aventi diritto.
Un’ulteriore risposta potrebbe arrivare dal recupero e dal riuso del patrimonio immobiliare inutilizzato o degradato, evitando nuovo consumo di suolo e partendo dagli immobili pubblici. Una linea già richiamata anche dal sindaco Giuseppe Marchionna, ma che spesso si scontra con procedure burocratiche complesse che rallentano l’utilizzo delle risorse disponibili.
Da qui l’appello del Sicet affinché i Comuni assumano un ruolo centrale nel dialogo sociale, promuovendo la nascita di Agenzie della casa e la redazione di Piani casa sostenuti da politiche abitative considerate parte integrante del welfare. È in questo solco che Caliandro colloca la proposta di un Patto della responsabilità sulle politiche abitative, che chiami a una corresponsabilità istituzioni, imprese e parti sociali, con l’obiettivo di rendere pienamente esigibile il diritto all’abitare, indicato anche dal presidente Sergio Mattarella come uno dei principi fondanti dello Stato democratico.
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