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Taranto
28 Ottobre 2025 - 08:35
I vertici di Fiom, Fim e Uil: De Palma, Uliano e Palombella
TARANTO - Cresce la tensione attorno al futuro dell’ex Ilva di Taranto. Dopo il rinvio del tavolo di confronto con il Governo, previsto per oggi e spostato all’11 novembre, le sigle metalmeccaniche Fim, Fiom e Uilm hanno deciso di autoconvocarsi nel pomeriggio a Roma, davanti alla sede di Palazzo Chigi, per chiedere risposte immediate sul destino degli stabilimenti e dei lavoratori del gruppo siderurgico.
L’appuntamento è fissato per le 18, con un punto stampa alla Galleria Alberto Sordi, a pochi passi da Palazzo Chigi, cui parteciperanno i segretari generali Ferdinando Uliano (Fim), Michele De Palma (Fiom) e Rocco Palombella (Uilm). L’obiettivo è quello di riportare al centro dell’agenda politica la vertenza che da mesi tiene in sospeso il futuro di migliaia di lavoratori e dell’intera filiera dell’acciaio.
Mentre cresce la mobilitazione sindacale, da Roma arrivano nuove indiscrezioni sul fronte industriale. Il fondo americano Bedrock, rimasto in corsa per rilevare l’intero polo siderurgico tarantino, avrebbe rivisto le proprie condizioni economiche. Secondo quanto trapelato, il gruppo statunitense avrebbe inviato una comunicazione ai commissari straordinari dichiarandosi disposto a mantenere 5.000 addetti, e non più 2.000 come inizialmente previsto, su un totale di 10.000 lavoratori del complesso industriale.
In cambio, Bedrock avrebbe però chiesto allo Stato italiano un contributo di 3 miliardi di euro, pari alla metà dell’investimento complessivo necessario per la ripartenza del sito. La trattativa è ancora in corso, ma le nuove richieste del fondo alimentano il confronto politico e sindacale su tempi, modalità e garanzie occupazionali.
I rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm chiedono al Governo di non rinviare ulteriormente le decisioni e di fornire una linea chiara sulle prospettive dell’ex Ilva, definita «una vertenza nazionale che non può più attendere».
Nel frattempo, da Taranto a Roma, cresce la preoccupazione tra i lavoratori, mentre il futuro dello stabilimento più grande d’Europa resta appeso all’esito di una trattativa che si annuncia complessa e decisiva per l’intero comparto siderurgico italiano.
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