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Il caso
21 Dicembre 2024 - 06:53
Sindaci
BARI - Forte dissenso da parte di Anci Puglia sulla recente modifica all’articolo 6, comma 1, della Legge Regionale n. 2/2005, approvata dal Consiglio regionale mediante emendamento. La norma, che stabilisce l’ineleggibilità dei Presidenti delle Province e dei Sindaci della Regione Puglia alla carica di Presidente della Regione o Consigliere regionale, ammette un’unica eccezione: dimissioni dalla carica entro sei mesi prima della fine della legislatura o, in caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale, entro sette giorni dallo scioglimento.
Questa modifica ha provocato una forte reazione tra i primi cittadini pugliesi, che ritengono la norma ingiustificatamente discriminatoria e antidemocratica. Secondo Anci Puglia, il vincolo di dimissioni con un anticipo di 180 giorni rappresenta un termine rigido e penalizzante, causando una disparità di trattamento tra amministratori locali e altre categorie di cittadini eleggibili.
“Una norma che mortifica i Sindaci”
I Sindaci sono i rappresentanti più vicini alla cittadinanza e, per questo, Anci Puglia sottolinea che il loro contributo nella competizione elettorale regionale potrebbe arricchire il pluralismo democratico. Al contrario, questa norma li priva del diritto costituzionalmente garantito di candidarsi e, al tempo stesso, sottrae alle comunità locali la guida di un amministratore con largo anticipo, con il rischio di lasciare i territori senza una guida in caso di mancata candidatura.
Anci Puglia ha raccolto nelle ultime ore il malcontento di Sindaci e Sindache di ogni schieramento politico, sottolineando che il provvedimento penalizza trasversalmente tutti gli amministratori locali. L’associazione valuta ora possibili azioni giurisdizionali per contrastare questa decisione e chiede al Consiglio regionale di cancellare la norma, ripristinando un sistema basato sui principi di democrazia ed equità.
Appello al Presidente Emiliano
Anci Puglia si rivolge direttamente al Presidente della Regione, Michele Emiliano, ricordando il suo passato da Sindaco di Bari e il suo approccio da “Sindaco di Puglia” nell’attuale mandato. L’associazione chiede al Governatore di intervenire per ripristinare il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e pluralismo, garantendo a tutti i cittadini, Sindaci inclusi, il libero accesso al diritto di candidarsi.
La norma, secondo Anci Puglia, rischia di creare un precedente pericoloso, comprimendo diritti costituzionali e compromettendo la rappresentatività nelle istituzioni regionali, in un momento in cui il rapporto tra politica e territorio deve essere rafforzato, non indebolito.
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