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Salute, ambiente e lavoro sostenibile

“L’onda del Futuro”, domani c’è il corteo

La manifestazione organizzata dalle Associazioni Riunite di Taranto

Un momento della presentazione dell'iniziativa

Un momento della presentazione dell'iniziativa

Si tiene domani, martedì 23 aprile, la manifestazione “L’onda del futuro”. Il ritrovo è fissato alle 16.30 in piazzale Bestat. Partenza ore 17 ed arrivo al Parco archeologico delle Mura Greche.

«Le parole d’ordine della nostra piattaforma sono: “Salute, Ambiente e Lavoro Sostenibile” - hanno spiegato gli organizzatori del corteo - cogliamo l’occasione per ricordare a tutti una cosa: Come Associazioni Riunite di Taranto, ci teniamo a specificare che questa non é una manifestazione sponsorizzata dalla politica, bensì ideata e realizzata dai cittadini, dalle associazioni del territorio, dagli studenti e da alcuni lavoratori del siderurgico tarantino. Questi sono gli unici promotori di questa manifestazione. Prendiamo le distanze da tutti coloro che fanno parte di quei partiti politici che negli anni hanno imbottito Taranto di decreti Salva-Ilva, affossando il futuro di imprese, commercianti, operai, studenti e tutti i cittadini di questo territorio. E anche da chi, abbiamo già intravisto, prova ad intestarsi una lotta che appartiene a cittadini e cittadine. Per tutti coloro che invece hanno a cuore il presente e il futuro delle prossime generazioni, qui, nella nostra casa, ci vediamo il 23 aprile. Munitevi di determinazione e amore per la nostra terra».

«Oltre all’inquinamento ambientale - si legge nella piattaforma rivendicativa - l’ex Ilva ha causato un inquinamento mentale e culturale, deprimendo la capacità creativa e le competenze culturali della classe dirigente e della comunità locale, portando alla migrazione verso altre città italiane e all’estero, perché certamente decidere di andare via resta una libera scelta ma si può scegliere soltanto in una condizione di pari opportunità, quelle che alla nostra città e la sua provincia sono state negate da sempre. È giunto il momento in cui i nostri ragazzi, che il legame malsano con l’acciaieria l’hanno già spezzato, reclamino investimenti seri, congrui e spendibili sul proprio territorio quali l’istituzione di facoltà universitarie ad oggi inesistenti; la possibilità di formazioni professionali in ambito turistico e ambientale capaci di realizzare rapporti lavorativi sicuri con enti e figure territoriali già presenti; implementare attività di trasformazione delle risorse tipiche del territorio in una visione ecosostenibile e green. Noi non possiamo che farci trovare pronti».

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