Cerca
L'analisi
03 Agosto 2023 - 06:28
Autonomia differenziata
Il vituperato, spesso a ragione, M5S aveva intuito come consolidare le proprie fortune elettorali passando dal populismo protestatario al governo dei flussi economici, accollando all’INPS, e alla collettività, un abnorme, indiscriminato, costo assistenziale per bisognosi veri ed alcuni furbi di turno. Il lavoro e la formazione promessi sono rimasti sulla carta, il conseguente dissesto sulle carte di credito a carico del Tesoro.
Il tutto centralizzato, baipassando gli enti locali, unici possibili veri conoscitori delle eventuali, inderogabili necessità assistenziali e con verifiche di merito affidate soltanto ad interventi giudiziari anziché a controlli preventivi comunali. È mancata all’appello una politica pluriennale di creazione di posti di lavoro, lavoro, lavoro, innanzitutto e nell’immediato, nella pubblica amministrazione ad ogni livello, Avevo già scritto che occorre rivendicare piani integrati di sviluppo che, ferme restando le ns. proposte infrastrutturali, con l’obbiettivo di creare occupazione non assistita nei tempi più brevi contemperi le opportunità, per giovani e no, nell’agroindustria; nelle rinnovabili diffuse sul territorio ed a vero beneficio dei cittadini e non dei soliti profittatori; nella Sanità di Territorio; nel rapporto formazione, innovazione, ricerca, start-up; nei beni culturali; nella reale funzionalità di Zes effettivamente attrattive di investimenti; nella messa a disposizione delle pubbliche amministrazioni, anche in forma consortile, della figure tecniche indispensabili per progettare e controllare il territorio, nella difesa dei nostri interessi nel Mediterraneo con gli opportuni adeguamenti degli strumenti tecnologici e del relativo personale.
Gli investimenti del Pnrr vanno a rilento e non danno visibili, concreti risultati, il controllo strategico del Mar Mediterraneo subisce ritardi per gli impegni Nato su altri fronti. Gli ultimi avvenimenti meteo ed i precedenti sisma, confermano la necessità immediata di interventi di messa in sicurezza e manutenzione del territorio con caratteristiche di eccezionalità, comunque lunga, e di successiva continuità con la conseguente necessità di impegno di migliaia di disoccupati, inoccupati, volontari, detenuti a fine pena. Potrebbe in breve essere promossa una prima grande società pubblica a partecipazione degli enti locali, che avvalendosi dei mezzi già in dotazione di esercito, protezione civile, società di enti locali, con dirigenti e mezzi provenienti dagli stessi settori sia rapidamente operativa e con capacità di spostamento tra i territori; le scelte di intervento sarebbero infinite, il vero problema definire gradualità e priorità in una visione sistemica delle necessità e progetti flessibili alle inevitabili future emergenze. Parte delle risorse necessarie, oltre i fondi europei, potrebbero essere recuperati razionalizzando e semplificando l’infinito numero di carrozzoni finto-operativi promossi da Regioni inutili, se non per gratificare gli amici, e da Enti Locali e Camere di Commercio.
I punti precedenti fanno il paio con la necessitò di garantire ai cittadini, innanzitutto attraverso i Comuni, livelli di prestazioni e di assistenza equivalenti tra territori e non da terzo mondo, nessuno deve essere in difficoltà di sussistenza o, peggio, in mano alla malavita per sopravvivere. Significa dare agli Enti Locali, anche aggregati nelle forme legalmente possibili, mezzi economici e personale, magari recuperato da funzioni inutili togliendo eventuali ostacoli pseudo contrattuali (Navigators, amministrativi e tecnici sottoutilizzati, inizialmente anche volontari desiderosi finalmente di uno scopo “produttivo”). Infine, spetta al sistema previdenziale continuare a sostenere quanti disoccupati cercano nuove opportunità anche con la disponibilità ad opportuni, necessari interventi formativi. L’accantonamento di Lep e Lea per procedere comunque verso l’autonomia differenziata (150 miliardi drenati dai fondi nazionali per essere destinati al solo Nord), rende impossibile assistere i cittadini meno abbienti ed offre servizi aggiuntivi, e sprechi regionali, ai sostenitori di tale iniziativa ed alle loro clientele e dirigenti di enti e società.
Nel merito delle proposte per creare nell’immediato, lavoro, lavoro, lavoro, il governo sembra meno attivo che sulle politiche di immagine internazionale e su quelle a favore del nord temperate (?) da un possibile presidenzialismo al femminile. Purtroppo, a sinistra, a destra, ed anche tra i soggetti non allineati in cerca di candidature comuni, si assiste a grandi discussioni simili ai vaticini sulle frattaglie di antica memoria, o arrampicate sui fumi delle stesse, senza l’emergere di proposte ed iniziative concrete anche di mobilitazione. A quel punto ai pochi elettori votanti non resterà che affidarsi a chi racconta favole che sembrano migliori, mentre i soliti populisti d’accatto terranno i piedi tra la staffa della partecipazione inquinante a movimenti riformatori e quella della manipolazione del dissenso sociale.
I più letti
Testata: Buonasera
ISSN: 2531-4661 (Sito web)
Registrazione: n.7/2012 Tribunale di Taranto
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Piazza Giovanni XXIII 13 | 74123 | Taranto
Telefono: (+39)0996960416
Email: redazione.taranto@buonasera24.it
Pubblicità : pubblicita@buonasera24.it
Editore: SPARTA Società Cooperativa
Via Parini 51 | 74023 | Grottaglie (TA)
Iva: 03024870739
Presidente CdA Sparta: CLAUDIO SIGNORILE
Direttore responsabile: FRANCESCO ROSSI
Presidente Comitato Editoriale: DIEGO RANA