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LEGGENDA
28 Gennaio 2026 - 06:00
Bovindo – racconti da leggere, autori da scoprire è la rubrica dedicata a chi desidera far conoscere la propria voce letteraria e condividere il piacere del racconto breve.
Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, Bovindo propone un nuovo racconto, scelto tra autori esordienti e scrittori già affermati, offrendo ai lettori uno sguardo privilegiato sulla narrativa italiana contemporanea: una finestra luminosa da cui osservare il mondo attraverso tante piccole grandi storie.
Gli autori interessati possono inviare all’indirizzo bovindo2025@gmail.com il proprio racconto indicando nome, cognome, luogo di residenza e contatto telefonico. I testi, in lingua italiana e a tema libero, non dovranno superare le quattro pagine (formato A4, file Word). Sono ammessi racconti editi o inediti, senza limiti di genere. Per ulteriori informazioni: cellulare 327 1371380. Bovindo è uno spazio aperto e inclusivo, dove la scrittura respira, il talento si riconosce e ogni voce trova il suo lettore.
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Sono una vecchia stella. Tutti sanno che quando si vede una scia luminosa nel buio, gli innamorati sussurrano un desiderio e i bimbi corrono affannati nei prati per vedere dove cadrà, sognando di poter stringere un pezzetto di cielo tra le mani. Persino i laghi, in quelle notti, indossano un diadema di riflessi per farsi belli e sedurre il salice che li sfiora con pazienza da una stagione intera.
Quando nacqui io, però, il mondo era una tela nuda: esistevano solo il cielo e l’oceano. Un giorno, due pianeti iniziarono a litigare per stabilire chi fosse il più radioso e si scontrarono con una violenza tale che, a ogni impatto, cadevano in mare enormi frammenti feriti, che qualcuno poi chiamò montagne. Davanti a tanta brutalità, le donne presero i loro figli e si lanciarono dalla stratosfera, cercando scampo nel vuoto. Non sapevano che quel volo sarebbe stato l’ultimo, né che i loro corpi, toccando la riva, si sarebbero trasformati in polvere finissima e dorata. Ecco perché i bambini sono così attratti dal mare: quando giocano con la sabbia, stanno in realtà abbracciando memorie di madri, di donne e di altri piccoli come loro.
Il mare, per difendersi dall'arroganza delle montagne, creò le onde. Le istruì a pattugliare i confini notte e giorno, per tenere sotto controllo quelle masse di roccia e delimitare il proprio territorio. Il generale del mare si chiamava Quaestus, che significa "Ammirazione". Ricevette questo nome dopo aver annunciato agli oceani che esistevano delle creature bellissime e lucenti, che profumavano di donna, di grida gioiose di bimbi e di poesia: la sabbia.
Quaestus, ogni giorno e ogni notte, si affacciava al limite del suo regno solo per guardarla. Se ne innamorò perdutamente. Per lei faceva cantare le onde, vestendosi di scarlatto al tramonto e di verde argenteo con la luce del giorno. Infine, con infinita delicatezza, il mare diede la sua prima carezza alla sabbia e, bagnandola, permise alla luna di rispecchiarsi su di lei come in un abbraccio di luce.
"Mi chiamano Ammirazione da quando ti ho vista," le disse con la voce profonda degli abissi. "Io sono eterno e non mi smarrisco facilmente. Vorrei portarti nel cuore del mio essere, per farti conoscere ciò che tu, ferma sulla riva, non riesci a vedere."
Allora la prese per i granelli, sussurrandole di respirare profondamente e di immergersi con lui. Mentre le mostrava i segreti della fauna marina e i miracoli della vita sommersa, lei si accasciò sul fondo, dove la sua anima e il suo corpo trovarono finalmente un senso di appartenenza.
"Se tu sei per sempre, io starò sempre con te," disse lei a Quaestus. "Ma ti chiedo solo una cosa."
Quaestus, come ogni uomo innamorato, acconsentì immediatamente.
"Seducimi tutte le notti con l’alta marea per portarmi con te, e poi riportami a riva con la bassa marea. Così io ci sarò per sempre."
Fu così che Quaestus creò le spiagge. Da allora vivono felici, guardando i nostri bambini giocare sulle rive. Piccoli esseri che appartengono a entrambi, frutti di un patto d’amore che si rinnova ogni volta che due innamorati si baciano sulla riva, con i piedi nel mare e il cuore sulla sabbia.

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