TARANTO – Una città che rischia di restare tagliata fuori dalle principali direttrici stradali e una pianificazione infrastrutturale ritenuta insufficiente. È il quadro tracciato da Vanni Caragnano, esponente del Comitato Strade Sicure, che accende i riflettori sulle criticità della viabilità nel territorio ionico e punta il dito contro la Regione Puglia.
Secondo quanto denunciato, nonostante l’inserimento nel Piano Attuativo regionale dell’intervento s164 relativo all’adeguamento del nodo tra SS 7, SS 100 e SS 106, la situazione resta problematica. In particolare, vengono segnalate le condizioni della rotatoria Taranto Croce e del vicino ponte ferroviario, ritenuti ancora punti critici per la circolazione.
“Taranto è sempre più isolata dalle grandi arterie stradali e la Regione tace”, afferma Caragnano, evidenziando come alcune soluzioni progettuali alternative non siano mai state prese in considerazione. “Sarebbe bastato realizzare una rotatoria con intersezioni a raso, eliminando i due impalcati e riducendo i costi di manutenzione”, sostiene, aggiungendo che l’assenza di questo intervento continua a penalizzare gli utenti della strada.
Il nodo centrale della polemica riguarda però la tangenziale nord di Taranto, indicata come infrastruttura strategica e oggi esclusa dal Piano Attuativo. “Per la prima volta dopo molti anni questo intervento è stato cancellato”, denuncia il rappresentante del Comitato, sottolineando l’importanza dell’opera per il sistema viario.
Il progetto, nella ricostruzione fornita, avrebbe il compito di collegare direttamente la SS 106 con il Ponte Punta Penna e la tangenziale sud, incrociando la SS 7 nel territorio di Massafra e la SS 172. Un’infrastruttura che, secondo Caragnano, permetterebbe di alleggerire il traffico e migliorare la sicurezza.
Nonostante alcune aperture registrate in passato, la situazione non avrebbe subito evoluzioni. “Da gennaio 2025 nulla è cambiato e la tangenziale nord continua a restare un sogno che muore tra incuria e degrado”, afferma, descrivendo l’area come abbandonata e trasformata in una discarica.
A rendere ancora più controverso il quadro, il richiamo a un provvedimento pubblicato nel BURP n. 51 del 26 giugno 2025, relativo allo svincolo delle indennità di esproprio per i lavori della tangenziale nord. “Sono stati assegnati quasi 6.000 euro, che si aggiungono agli oltre 13 miliardi di lire già spesi per un’opera rimasta incompiuta”, sottolinea Caragnano, parlando di utilizzo di risorse pubbliche senza risultati concreti.
Il timore espresso dal Comitato è quello di un progressivo isolamento della città rispetto ai collegamenti principali, aggravato dalla mancanza di interventi coordinati su opere ritenute complementari. “La Regione manca di una pianificazione per i due interventi più importanti, che insieme potrebbero risolvere i problemi di viabilità”, sostiene.
La questione assume un peso ancora maggiore alla luce dei prossimi appuntamenti internazionali. “All’alba dei Giochi del Mediterraneo le infrastrutture rischiano di arrivare sottodimensionate, con il pericolo di una paralisi del traffico urbano”, viene evidenziato.
Infine, l’appello alla politica regionale. Il Comitato guarda al consigliere Renato Perrini, già attivo sul tema, affinché possa intervenire. “Siamo certi che accoglierà il nostro appello convocando una commissione ad hoc per affrontare questa grave carenza infrastrutturale”, conclude Caragnano.
Una presa di posizione netta che riporta al centro del dibattito il tema delle infrastrutture e del futuro della mobilità nel territorio tarantino.