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Bari
19 Marzo 2026 - 07:10
BARI - Si è aperto in Regione il confronto sul disegno di legge destinato a individuare le aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili, al centro di una seduta congiunta delle Commissioni IV e V presiedute da Antonio Tutolo e Loredana Capone. Un passaggio cruciale per definire le regole della transizione energetica in Puglia, alla luce delle normative nazionali e degli obiettivi fissati dal Piano energetico.
Durante l’audizione sono intervenuti numerosi rappresentanti di associazioni di categoria, ambientaliste, sindacali e professionali, portando osservazioni su un provvedimento che incide su ambiti strategici come agricoltura, paesaggio, ambiente e sviluppo economico. Diverse le criticità emerse, con i soggetti ascoltati che si sono impegnati a trasmettere contributi scritti utili alla definizione finale del testo prima dell’approdo in Aula.
In apertura dei lavori, la presidente della Commissione Ambiente Loredana Capone ha sottolineato la necessità di un percorso ampio e condiviso. “Sono necessari degli step molto importanti per consentire la partecipazione. Sono arrivate già numerose osservazioni da parte delle associazioni sia di quelle dei produttori sia di quelle dell'ambiente e quindi ascolteremo queste valutazioni in maniera tale da approfondirne il contenuto e vedere di arrivare ad una sintesi sulla norma che riguarda le aree idonee all’installazione degli impianti di energia da fonti rinnovabili”.
Capone ha poi ribadito il principio di equilibrio tra sviluppo e tutela. “Noi siamo estremamente interessati a dare il giusto rilievo alla salvaguardia del paesaggio da tutelare nel rispetto delle linee guida nazionali. Dobbiamo anche tener presente che la Puglia ha dato tanto in termini di energia da fonti rinnovabili ed è la prima regione per fotovoltaico, la prima regione per eolico, è abbastanza avanti per le biomasse, quindi tutto quello che possiamo fare è mantenere l'impegno sulla transizione energetica ma tutelare anche il paesaggio che per noi è storia, cultura, economia ed è anche fonte di reddito”.
Sulla stessa linea il presidente Antonio Tutolo, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di fissare limiti più stringenti. “Il nostro territorio va anche preservato e va conservato per altre attività, come il turismo, una di quelle più prevalenti negli ultimi anni, così come l'agricoltura andrebbe avvantaggiata rispetto ad altri settori, ma credo che si stia andando in un'altra direzione e per questo cercheremo di fare il possibile per evitare che si danneggino i nostri settori chiave”.
Il provvedimento dovrà essere approvato dal Consiglio regionale entro il 23 marzo, termine fissato nei 120 giorni previsti dalla normativa nazionale per evitare il commissariamento. Il quadro di riferimento è quello del PNIEC, che assegna alla Puglia l’obiettivo di installare oltre 7,4 gigawatt aggiuntivi di energia da fonti rinnovabili entro il 2030.
Proprio su questo dato si è aperto un confronto acceso, anche alla luce dei numeri forniti dal Dipartimento sviluppo economico. Dal 2021 a oggi risultano realizzati circa 1,8 gigawatt, mentre le autorizzazioni sfiorano i 5 gigawatt, a cui si aggiungono ulteriori 2,3 gigawatt tramite procedure semplificate.
Divergenze interpretative che hanno spinto a valutare una richiesta di chiarimento al Ministero, per stabilire se il target dei 7,4 gigawatt debba essere considerato come soglia minima o massima.
Parallelamente, la proposta normativa disciplina nel dettaglio le aree idonee e le procedure autorizzative, con particolare attenzione alla tutela delle aree agricole e delle produzioni di qualità, oltre che alla salvaguardia del paesaggio, elemento ritenuto centrale nella pianificazione regionale.
Sul fronte politico, la stessa Capone ha evidenziato l’ampia partecipazione al percorso avviato. “Si è aperto un percorso molto partecipato: abbiamo ascoltato le osservazioni degli enti, degli ordini professionali e tutte le associazioni di categoria e ambientaliste. Oltre 250 le organizzazioni invitate per dare il loro contributo e decine le osservazioni già pervenute”.
Ribadito anche l’obiettivo di fondo del provvedimento. “Il nostro obiettivo è tenere insieme due esigenze che non sono in contrapposizione: da un lato l’impegno sulla transizione energetica, dall’altro la salvaguardia del paesaggio e dei luoghi”.
A margine dei lavori è intervenuto anche il consigliere regionale Cosimo Borraccino, che ha sottolineato la rilevanza dello strumento normativo. “Questo strumento è necessario e rilevante e va valutato con attenzione insieme al partenariato e agli stakeholders regionali, soprattutto in relazione alle esigenze del nostro territorio. La Regione Puglia deve continuare a essere leader nella produzione di energia da fonti rinnovabili”.
Posizione critica invece da parte dei rappresentanti di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro e Nicola Gatta, secondo cui l’obiettivo fissato sarebbe già stato raggiunto. “L’obiettivo dei 7,4 gigawatt di potenza aggiuntiva imposto alla Puglia entro il 2030 è stato già raggiunto con gli impianti autorizzati dal 2021 ad oggi. Questo dato per noi mette la parola fine alla necessità di individuare ulteriori aree idonee”.
Nel documento congiunto viene inoltre evidenziato il rischio di nuove pressioni sul territorio. “Il divario fra impianti autorizzati e impianti realizzati non può giustificare la resa ad una pioggia di richieste che ha già superato di 10-12 volte l’obiettivo dei 7,4 gigawatt”.
Il confronto resta aperto, con la Regione chiamata a trovare un punto di equilibrio tra sviluppo energetico e tutela del territorio, in un contesto segnato da forti interessi economici e ambientali.
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