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Mobilitazione per i rider, la Cgil chiede diritti e contratto nazionale. Le foto

Presidi e iniziative a Bari, Brindisi, Foggia e Taranto durante la giornata nazionale del 14 marzo. Il sindacato sollecita l’applicazione del contratto Merci e Logistica e la fine del cottimo

BARI - Ampia partecipazione in Puglia alla giornata nazionale di mobilitazione dei rider che si è svolta il 14 marzo, promossa da CGIL e NIdiL CGIL, la federazione che rappresenta i lavoratori atipici. La protesta ha coinvolto i ciclofattorini impegnati con le piattaforme Glovo e Deliveroo, con iniziative organizzate in diverse città della regione.

Nel corso della giornata i lavoratori hanno aderito alla mobilitazione prendendo parte a momenti di confronto pubblico e protesta per chiedere il superamento delle condizioni di precarietà e il riconoscimento di diritti e tutele per una categoria che, secondo il sindacato, continua a operare in un contesto segnato da forme di sfruttamento e scarsa tutela contrattuale.

A sostenere l’iniziativa, oltre alla CGIL e al NIdiL CGIL, sono state anche altre strutture sindacali della confederazione, tra cui FILCAMS CGIL, che rappresenta i lavoratori del commercio, dei servizi, del turismo e della ristorazione, e FILT CGIL, federazione che segue il settore dei trasporti, delle merci e della logistica.

Secondo il sindacato, un ulteriore impulso alla mobilitazione è arrivato anche dagli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Milano e dal successivo provvedimento di controllo giudiziario che ha interessato il settore del food delivery. Una vicenda che, secondo la CGIL, confermerebbe un sistema caratterizzato da retribuzioni basse, lavoro a cottimo e assenza di tutele fondamentali.

La giornata di protesta si è articolata in diverse iniziative nei principali centri pugliesi dove operano le piattaforme di consegna. A Bari, Brindisi, Foggia e Taranto i rider e i rappresentanti sindacali hanno organizzato attività di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini attraverso volantinaggi, assemblee pubbliche, presidi e conferenze stampa.

Le iniziative hanno avuto l’obiettivo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica la situazione di un comparto che, pur generando importanti volumi economici, secondo il sindacato non garantirebbe retribuzioni adeguate né diritti basilari a chi svolge quotidianamente il lavoro di consegna.

Per Gigia Bucci, segretaria generale della CGIL Puglia, la partecipazione registrata durante la mobilitazione rappresenta un segnale chiaro. Bucci sostiene che le vicende emerse a Milano confermerebbero le denunce portate avanti dal sindacato negli ultimi anni e che sarebbe ormai necessaria una svolta strutturale nel settore.

La richiesta avanzata dalla CGIL riguarda l’immediata applicazione del Contratto nazionale Merci e Logistica, ritenuto lo strumento necessario per garantire ai rider un salario adeguato e per superare il sistema del cottimo. Il contratto, secondo il sindacato, consentirebbe inoltre di riconoscere diritti fondamentali come ferie, malattia, copertura in caso di infortunio, tredicesima e trattamento di fine rapporto.

Sulla stessa linea si colloca anche Alessandro Castellana, coordinatore regionale di NIdiL CGIL Puglia, che sottolinea come nelle piazze pugliesi siano stati incontrati lavoratori che da tempo denunciano condizioni di sfruttamento. Castellana afferma che le iniziative promosse nel corso della giornata hanno ribadito la necessità di garantire stabilità occupazionale e sicurezza nel lavoro.

Secondo il rappresentante sindacale, la fase di controllo giudiziario che ha coinvolto il settore dovrebbe rappresentare l’occasione per un cambiamento reale, capace di portare al riconoscimento di diritti e tutele per i rider che operano con le piattaforme di consegna.

La CGIL e il NIdiL CGIL annunciano infine che le iniziative di mobilitazione e il confronto con i lavoratori proseguiranno anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di ottenere miglioramenti contrattuali e condizioni di lavoro più dignitose per i ciclofattorini attivi nelle piattaforme di food delivery.

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