Altro tema centrale riguarda la manutenzione degli impianti, considerata dal sindacato un nodo cruciale per la continuità produttiva e per la sicurezza. La Fim Cisl chiede più risorse economiche, più personale dedicato e un coordinamento più efficace delle aziende che operano negli appalti di manutenzione. Secondo Uliano non sono più tollerabili situazioni che possano compromettere l’affidabilità degli impianti.
Durante il vertice il Governo ha inoltre confermato la volontà di presentare ricorso contro la sentenza del Tribunale di Milano che riguarda l’attività dello stabilimento. L’esecutivo avrebbe chiesto ai commissari di procedere in questa direzione e di lavorare anche sull’integrazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, passaggio considerato fondamentale per garantire la continuità delle attività produttive.
Uliano ha spiegato che al tavolo non è stato fatto alcun riferimento ad altri possibili acquirenti, sottolineando che l’unico nome esaminato resta quello di Flacks. Il sindacato ha comunque espresso forte scetticismo sulla trattativa. “C’è un ottimismo che per noi è eccessivo”, ha affermato il segretario della Fim Cisl, ricordando che negli ultimi 2 anni si sono rincorse ipotesi di investitori senza risultati concreti.
Una posizione ancora più netta è stata espressa da Usb Lavoro Privato – Industria Nazionale, che al termine dell’incontro ha diffuso una nota in cui descrive la situazione dell’azienda come estremamente fragile sotto il profilo industriale, finanziario e soprattutto della sicurezza.
Il sindacato sottolinea che gli incidenti avvenuti negli impianti e la recente morte di un lavoratore di 36 anni dimostrano quanto sia urgente intervenire sullo stato delle strutture produttive. Secondo Usb anni di gestione avrebbero ridotto investimenti e manutenzioni, lasciando una fabbrica che oggi necessita di interventi strutturali profondi.
L’organizzazione sindacale ritiene che la crisi non possa essere affrontata con misure temporanee o con decreti economici limitati. I dati discussi al tavolo, secondo Usb, evidenzierebbero danni accumulati nella gestione ArcelorMittal per miliardi di euro, elemento che renderebbe necessario un intervento industriale straordinario.
Per questo Usb chiede l’istituzione immediata di un fondo dedicato alle attività straordinarie di manutenzione e messa in sicurezza degli impianti. Il sindacato esprime inoltre forti dubbi sulla possibilità che una nuova vendita a un soggetto privato possa risolvere la crisi industriale dello stabilimento.
La posizione dell’organizzazione è chiara. La siderurgia italiana, considerata un asset strategico nazionale, dovrebbe essere posta sotto controllo pubblico, con un intervento diretto dello Stato in grado di garantire gli investimenti necessari per il rilancio industriale e la tutela dei lavoratori.
Nel corso dell’incontro Usb ha sollevato anche la questione degli appalti e delle condizioni contrattuali dei lavoratori impiegati nel sito, chiedendo l’introduzione dell’obbligo di applicare il contratto metalmeccanico per tutte le attività industriali svolte nello stabilimento.
Il sindacato ha inoltre sollecitato la ministra del Lavoro Marina Calderone ad aprire un confronto sugli strumenti straordinari di tutela per i lavoratori coinvolti nella crisi. La richiesta riguarda i dipendenti diretti di Acciaierie d’Italia, i lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria e gli addetti delle aziende in appalto.
Secondo Usb una vertenza di queste dimensioni richiede misure eccezionali di protezione del reddito, continuità occupazionale e salvaguardia delle competenze industriali, anche in vista dei processi di decarbonizzazione della produzione siderurgica.
Al termine della riunione è stata fissata una nuova riunione dedicata alla sicurezza dello stabilimento di Taranto per il 13 marzo, mentre il Governo ha annunciato l’intenzione di riconvocare il tavolo di Palazzo Chigi entro 1 mese per proseguire il confronto sul futuro della siderurgia italiana.
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