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Tiggiano

Torna “Santu Pati”, il capodanno contadino del Salento. Le foto

Il borgo del Capo di Leuca celebra Sant’Ippazio tra riti antichi, fede popolare, musica e tradizioni legate alla pestanaca

TIGGIANO - È considerato il vero capodanno contadino del Salento e anche nel 2026 rinnova un rito che affonda le radici nella storia agricola e nella devozione popolare. A Tiggiano, borgo medievale del Capo di Leuca, la festa di “Santu Pati”, dedicata a Sant’Ippazio, si svolgerà da sabato 17 a lunedì 19 gennaio, trasformando il centro storico in un palcoscenico di riti religiosi, consuetudini contadine e momenti di intrattenimento.

Il piccolo comune salentino è l’unico in Italia a venerare Sant’Ippazio come patrono. Protettore della virilità e della fertilità maschile, il santo è legato a un simbolo profondamente identitario per la comunità: la pestanaca, carota giallo violacea coltivata esclusivamente nel territorio di Tiggiano. Questo ortaggio stagionale, diventato emblema del paese, è inserito dal 2004 nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

La festa, organizzata dal Comitato Festa Patronale della Parrocchia di Tiggiano, con il patrocinio della Provincia di Lecce e del Comune e in collaborazione con PugliArmonica, si articolerà tra la Chiesa Madre di Sant’Ippazio, piazza Olivieri, via Sant’Ippazio e piazza Mario De Francesco, alternando momenti di preghiera e appuntamenti civili aperti a tutte le generazioni.

L’avvio tra bracieri e sapori contadini

I festeggiamenti prenderanno il via sabato 17 gennaio alle 19, con l’accensione dei bracieri monumentali, accompagnata dalla musica della Banda di Matino “V. Papadia”. Da quel momento entrerà nel vivo la prima delle 3 serate del Capodanno contadino, curate dal Comitato Festa, con piatti tipici della tradizione locale. Tra questi la paparotta, antica “merenda contadina” a base di rape, piselli e pane soffritto, simbolo di una cucina povera ma sostanziosa. Alle 21:00, in piazza Mario De Francesco, spazio alla musica con Alta Frequenza Live Show.

Domenica tra devozione e concerti

La giornata di domenica 18 gennaio segnerà la seconda serata del Capodanno contadino. Dalle 21, la festa proseguirà con il concerto degli Shocchezze, che accompagneranno la comunità in una lunga serata dedicata al santo patrono, tra convivialità e tradizione.

Il giorno del santo e il rito dello stendardo

Il momento più solenne arriverà lunedì 19 gennaio, giornata dedicata a Sant’Ippazio. Dalle 6 alle 13 si svolgerà la Fiera Mercato tradizionale, uno degli appuntamenti più attesi, arricchita alle 9:00 dall’esibizione del Concerto Bandistico Municipale Città di Taviano.

Alle 15 si terrà uno dei riti più suggestivi dell’intera festa: l’innalzamento dello stendardo, alto 6 metri e legato a un drappo rosso. Lo stendardo viene portato in processione insieme alla statua del santo dopo una vera e propria contrattazione tra le squadre di portatori, riunite sul sagrato della chiesa. Il vessillo, mantenuto parallelo al suolo per tutto il percorso fino alla chiesetta dell’Assunta, viene infine issato con un gesto deciso. Secondo la tradizione, questo atto garantisce un anno prospero e un raccolto abbondante per l’intera comunità, tra rintocchi di campane, applausi e fuochi d’artificio.

Alle 18 è in programma la Solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta da Vito Angiuli, vescovo di Ugento Santa Maria di Leuca. La serata proseguirà dalle 19 con il Capodanno contadino e alle 20:30 con il concerto de I Calanti, storica formazione che racconta in musica le tradizioni popolari salentine. Gran finale con lo spettacolo pirotecnico.

Fede, ritualità e identità contadina

La festa di Santu Pati è molto più di una ricorrenza religiosa. In questo angolo di Salento, dove il tempo segue ancora il calendario agricolo, fede, riti arcaici e tradizione culinaria si intrecciano. La pestanaca, consumata in questi giorni insieme a finocchi, sedano e carote nel colorato piatto chiamato subbrataula, è simbolo del patrono taumaturgo, invocato contro l’ernia inguinale maschile.

Secondo l’antica consuetudine, sono le donne a farsi tramite con il santo: con discrezione strofinano la statua di Sant’Ippazio con un fazzoletto, poi passato sulla parte da guarire dell’uomo di casa. Le madri, invece, si raccolgono in preghiera con i figli maschi per invocarne la benedizione.

La ricorrenza è anche una vetrina commerciale, erede delle antiche fiere mercantili. Durante i giorni di festa, le piazze si riempiono di banchi con pestanache esposte in ceste di vimini, a testimonianza della biodiversità agricola locale e dell’orgoglio dei produttori del territorio.

Il culto di Sant’Ippazio, di origine mediorientale e giunto nel Salento con i monaci basiliani, a Tiggiano è diventato familiare. Qui il santo è semplicemente “Santu Pati”, una presenza vicina, confidente discreto delle preoccupazioni più intime, simbolo di una comunità che continua a riconoscersi nei propri riti e nella propria storia.

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