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L'intervento

Il 25 Aprile e la lezione sempre attuale di Sciascia

Le parole del deputato tarantino di Fratelli d'Italia, Dario Iaia

Dario Iaia

Dario Iaia

"Per Sciascia, il “più bello esemplare di fascista” è proprio il sedicente antifascista che passa il tempo a chiamare “fascista” chi fascista non è, trasformando l’etichetta in uno strumento di intimidazione e di chiusura del confronto.

E’ proprio quanto in Italia accade da anni ed è accaduto anche ieri in occasione della Festa della Liberazione.

L’allontanamento dei rappresentanti della Brigata Ebraica dal corteo a Milano, il loro inseguimento per le strade all’urlo “Siete saponette”, così come la cacciata nei confronti di chi portava con sè la bandiera dell’Ucraina, rappresentano episodi beceri e squallidi.

A volte, si ha la sensazione di essere tornati al 1945-46, allorquando nel variegato panorama della Resistenza italiana si verificarono episodi di conflitto e violenza anche tra diverse fazioni partigiane, inclusi atti di oppressione o vere e proprie eliminazioni ai danni dei cosiddetti “partigiani bianchi”.

“Partigiani bianchi” erano le formazioni di orientamento cattolico, liberale o comunque non comunista, che spesso si trovavano in contrasto ideologico e strategico con le Brigate di ispirazione comunista e legate al PCI.

La cosa assurda è che tutto questo avvenga nel 2026 e avviene non casualmente, ma perchè c’è qualcuno che vuole che tutto questo caos, odio e divisioni continuino, utilizzando chi, spesso, ignora completamente la storia.

Nonostante tutto questo, noi continueremo a lavorare per favorire la pacificazione nazionale che è la base per lo sviluppo culturale, economico e sociale della nostra magnifica Italia".

Dario Iaia

deputato FdI

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