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IL COMMERCIALISTA
13 Gennaio 2026 - 14:23
Assegno Unico 2026 e pagamenti INPS: come famiglie e datori di lavoro possono gestire tutto online partendo dal modello ISEE
Dal primo gennaio 2026 l’INPS non procederà più alla spedizione dei bollettini per pagare i contributi per lavoro domestico nella singola forma annuale, con le relative istruzioni.
I modelli cartacei di pagamento di conseguenza non saranno più recapitati a cittadini che dovranno recuperarli tramite strumenti informatici, presso il sito web dell’Istituto.
Faranno eccezione a questa regola solo gli over 76 che continueranno a ricevere la comunicazione annuale di INPS, per posta.
Per gli altri, tutti i contenuti saranno digitalizzati con la conseguenza che sarà compito di INPS contattare i datori di lavoro telefonicamente e informarli sugli adempimenti da rispettare.
La dematerializzazione non elimina la procedura di pagamento tramite sistema PagoPA, ma obbliga sostanzialmente i datori di lavoro domestico a recuperare presso il sito web dell’Istituto, i bollettini in formato digitale, per poi gestirli autonomamente.
La strategia di INPS è rivolta alla progressiva eliminazione dei documenti cartacei, con l’obiettivo di favorire il processo di digitalizzazione e semplificazione della PA, nel rispetto dei principi di economicità e sviluppo sostenibile.
La realtà sembra assai meno complicata. La trasmissione annuale ha un costo ed INPS lo sta sopprimendo per ragioni probabilmente legate alla gestione del bilancio.
Ad ogni conto saranno gli operatori dei call center a supporto dell’attività dell’Istituto a chiamare i singoli datori di lavoro domestico per supportarli nelle procedure da compiere. Gli operatori del Contact Center potranno suggerire di fissare un successivo appuntamento telefonico in caso di bisogno di assistenza nel procedere al pagamento.
L’INPS offre, inoltre, la possibilità di consultare/stampare il manuale utente, presente all’interno della sezione “Lavoratori Domestici” del Portale dei Pagamenti.
I modelli di pagamento PagoPA da utilizzare per il versamento potranno essere scaricati dal sito INPS, accedendo all’area tematica “Portale dei Pagamenti” e selezionando la voce “Lavoratori Domestici”.
Inserendo il codice fiscale e il codice rapporto di lavoro o ricorrendo alle credenziali di accesso (SPID/CIE/CNS/eIDAS) il datore di lavoro domestico potrà:
• stampare l’avviso di pagamento PagoPA, che permette di versare i contributi presso qualsiasi Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP) aderente al circuito PagoPA;
• eseguire il pagamento online PagoPA, con carta di credito/debito, conto corrente o altri metodi di pagamento, tutti i giorni della settimana, 24 ore su 24;
• visualizzare/stampare le ricevute dei pagamenti effettuati.
Queste attività potranno essere effettuate anche tramite Contact Center, oppure rivolgendosi ad intermediari qualificati.
L’INPS, infine, ricorda che è possibile pagare anche tramite l’app INPS Mobile oppure mediante l’app IO.
Pubblicata anche la data di pagamento dell’Assegno Unico 2026. Sarà accreditato tra il 21 e il 22 gennaio 2026. La prestazione INPS spetta alle famiglie con figli a carico e viene concessa su domanda dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni, senza limiti d’età per i figli con disabilità.
Le famiglie in attesa di ricevere il pagamento possono controllare i tempi per l’accredito INPS, così come lo stato della domanda presentata, collegandosi al fascicolo previdenziale del cittadino, disponibile nell’area riservata del Portale dell’Istituto, al quale si accede tramite le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. Attraverso il Centro Notifiche, poi, è possibile controllare quando arriva l’assegno unico.
Si attende da parte dell’INPS la pubblicazione della canonica circolare con tutte le indicazioni in merito alla rivalutazione annuale degli importi e le relative soglie ISEE. Ad ogni modo, quest’anno, per effetto della rivalutazione dell’1,4 per cento individuata dal MEF, l’importo base dell’assegno varia da un minimo di 58,30 euro per chi non ha presentato l’ISEE o supera la nuova soglia di 46.582,71 euro fino a un massimo di 203,81 euro per la classe di ISEE minima (fino a 17.468,51 euro per il 2026).
Come evidenziato dall’INPS nell’ultimo osservatorio statistico, pubblicato il 17 dicembre e relativo ai primi 10 mesi dell’anno, nel 2025 la spesa per l’assegno unico ha raggiunto quota 16,4 miliardi di euro. L’agevolazione è stata concessa a oltre 6 milioni di nuclei familiari, a cui corrispondono 9,8 milioni di figli beneficiari. In riferimento alla mensilità di settembre, l’importo medio dell’assegno unico per figlio, comprensivo delle maggiorazioni applicabili, erogato alle famiglie è stato pari a 174 euro.
Ad ogni modo, a gennaio e febbraio l’INPS erogherà l’assegno unico secondo il valore ISEE 2025. Le somme rivalutate al 2026 saranno erogate tramite conguaglio, con i relativi arretrati spettanti, con il pagamento di marzo.
In assenza di un ISEE aggiornato al 2026, dal 1° marzo l’Istituto pagherà l’assegno con l’importo minimo.
Ricordiamo, infatti, che con il nuovo anno non è necessario inviare una nuova domanda per rinnovare la prestazione (purché si abbia già una domanda in corso di validità), mentre è necessario presentare l’ISEE aggiornato entro il 28 febbraio 2026.
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