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Taranto

Costituzione e dottrina sociale della Chiesa: un convegno sulle radici comuni della Repubblica

L'incontro promosso congiuntamente dall'Università di Bari e dall'ISSR "San Giovanni Paolo II"

La locandina

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Ottant'anni di Repubblica italiana come occasione per un dialogo autentico tra cultura giuridica e pensiero cattolico. È questo il cuore del convegno "Carta Costituzionale e Dottrina Sociale della Chiesa: Convergenze Assiologiche negli Ottant'anni di Repubblica", in programma per martedì 5 maggio 2026 alle ore 16:00 presso la Sala Conferenze del Dipartimento Jonico dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, in Via Duomo 259 a Taranto.

L'iniziativa — promossa congiuntamente dal Dipartimento Jonico in "Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo" e dall'Istituto Superiore di Scienze Religiose Metropolitano "San Giovanni Paolo II" — si propone di esplorare le convergenze assiologiche tra i principi fondativi della Carta del 1948 e i valori portanti della Dottrina Sociale della Chiesa: la dignità della persona, il bene comune, la solidarietà, la sussidiarietà. Un confronto tutt'altro che artificioso, che affonda le radici nella storia stessa dell'Assemblea Costituente, dove il contributo del mondo cattolico fu determinante.

I saluti istituzionali saranno portati dal prof. Paolo Pardolesi, Direttore del Dipartimento Jonico, e dalla prof.ssa Laura Costantino, Coordinatrice dei Corsi di Laurea Giuridici. La presentazione dell'evento è affidata ad Adriana Chirico, mentre l'introduzione e la moderazione dei lavori spetterà a don Francesco Nigro, direttore dell'ISSR ionico.

Il programma degli interventi è denso e articolato. Stefano Vinci aprirà il confronto scientifico con una relazione dal titolo "Verso la Costituzione", ripercorrendo il cammino storico e politico che portò alla nascita della Repubblica. A seguire, don Antonio Panico affronterà uno dei nodi storiografici più fecondi: "Il ruolo del mondo cattolico nella Costituente". Francesco Perchinunno terrà poi la relazione su "Genesi e attualità della Carta costituzionale", interrogandosi sulla tenuta e sulla vitalità del dettato costituzionale nel contesto contemporaneo. Di particolare interesse comparatistico sarà l'intervento di François Quastana, dedicato a "La repubblica sociale in Francia nella Costituzione del 1946": uno sguardo oltre confine che illumina, per contrasto e analogia, le scelte del costituzionalismo italiano. Le conclusioni sono affidate a Paolo Stefanì.

La scelta di Taranto come sede non è casuale: città di frontiera tra Oriente e Occidente, tra mare e terra, tra tradizioni millenarie e sfide postindustriali, essa rappresenta un laboratorio naturale per pensare insieme diritto, giustizia e responsabilità sociale — categorie che tanto la Costituzione quanto la Dottrina della Chiesa reclamano come inscindibili.

Il convegno si inserisce in un momento di rinnovata attenzione pubblica al significato profondo del patto costituzionale italiano, spesso evocato nei dibattiti politici ma raramente approfondito nelle sue radici filosofiche e spirituali. L'incontro tra accademia giuridica e riflessione teologica che Taranto ospiterà il 5 maggio offre un'occasione rara: quella di ricordare che la Repubblica non nacque nel vuoto, ma da una tradizione di pensiero sull'uomo — sulla sua libertà, sulla sua dignità, sul suo destino — che la cultura cattolica aveva elaborato per secoli, e che trovò nella Carta del 1948 una delle sue espressioni civili più alte.

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