Cerca

Cerca

Taranto

Nè cibo nè acqua in pronto soccorso, la Asl: “Gestione clinica corretta e dimissione in sicurezza”

Dopo la denuncia del sindacalista Lumino, chiarimenti sull’assistenza al SS. Annunziata

Pronto Soccorso del SS. Annunziata

Pronto Soccorso del SS. Annunziata

TARANTO - Non si è fatta attendere la risposta dell’Asl Taranto dopo la denuncia pubblica diffusa dal sindacalista Andrea Lumino sulle condizioni del pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata. A fornire la versione dell’azienda sanitaria è il direttore del Mecau (Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza), Giuseppe Turco, che interviene per chiarire i dettagli clinici e assistenziali del caso segnalato.

Secondo quanto comunicato, il paziente sarebbe stato preso in carico il 23 aprile alle ore 10.56 per un trauma cranio facciale e dimesso il giorno successivo, il 24 aprile, intorno alle ore 18.00. La diagnosi riportata parla di fratture delle ossa nasali, per le quali è stata richiesta una consulenza specialistica otorinolaringoiatrica.

Nel chiarimento dell’Asl si evidenzia come, in situazioni di questo tipo, sia necessario mantenere il paziente a digiuno nelle prime ore. “Per traumi di questa natura il digiuno è obbligatorio per evitare complicazioni legate al vomito”, viene spiegato, con riferimento al rischio di broncopolmonite ab ingestis.

Durante il periodo di osservazione, il paziente è stato sottoposto anche a ulteriori accertamenti diagnostici. Sono state eseguite 2 Tac a distanza di 12 ore, su indicazione neurochirurgica, al fine di monitorare l’evoluzione del quadro clinico.

L’azienda sanitaria precisa inoltre che la permanenza in pronto soccorso si è protratta per alcune ore in più rispetto al necessario, “per eccesso di sicurezza”, fino alla dimissione avvenuta in condizioni ritenute adeguate.

La replica arriva a seguito delle dichiarazioni rese dal sindacalista Andrea Lumino, che aveva raccontato sui social un episodio vissuto direttamente. Nel suo intervento, aveva parlato di una persona ultra settantenne rimasta su una barella per oltre 30 ore senza ricevere cibo né acqua, descrivendo la situazione come emblematica delle difficoltà del servizio.

Nel post, Lumino aveva scritto: “I cittadini di Taranto hanno diritto a un ospedale vero”, sottolineando le criticità del sistema e il timore diffuso tra i pazienti. Il sindacalista aveva inoltre riferito che un minimo ristoro sarebbe stato garantito solo grazie all’intervento di una dottoressa di un altro reparto. “Un panino e una bottiglia d’acqua sono arrivati solo grazie alla generosità di una dottoressa”, aveva aggiunto.

Lo stesso Lumino aveva ribadito la natura diretta del racconto, precisando: “Parlo per esperienza diretta, non riferita”, e chiedendo condizioni di assistenza più adeguate per i cittadini.

Con la nota diffusa, l’Asl Taranto fornisce quindi una lettura clinica e organizzativa dell’episodio, sottolineando la correttezza delle procedure adottate e la gestione in sicurezza del paziente, in un contesto che resta al centro dell’attenzione pubblica.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori