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Primitivo di Manduria, nuove regole per l’uso del nome nei prodotti: ok unanime del Consorzio

Via libera al bilancio e al regolamento sull’utilizzo della denominazione Doc e Docg: “Più tutela e trasparenza per i consumatori”

Primitivo di Manduria, nuove regole per l’uso del nome nei prodotti

Primitivo di Manduria, nuove regole per l’uso del nome nei prodotti

MANDURIA - Si è chiusa con l’approvazione unanime di tutti i punti all’ordine del giorno l’Assemblea ordinaria dei soci del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, riunita giovedì 23 aprile 2026. Un passaggio che conferma la continuità gestionale e rafforza il percorso strategico avviato dall’ente.

Nel corso della seduta sono stati approvati il rendiconto economico finanziario 2025, la relazione sulle attività svolte e il bilancio preventivo 2026, elementi che delineano una situazione ritenuta solida e coerente con gli obiettivi fissati dal Consorzio.

Il punto centrale dell’assemblea è stato però l’introduzione di un nuovo regolamento che disciplina l’utilizzo della denominazione “Primitivo di Manduria DOC e DOCG” nei prodotti trasformati. Una misura che interviene su un ambito sempre più diffuso, quello dell’impiego del vino come ingrediente in altre produzioni alimentari.

Il regolamento stabilisce criteri precisi per l’uso del nome, con l’obiettivo di garantire tutela della denominazione e chiarezza nei confronti dei consumatori. Le aziende interessate non potranno più utilizzare liberamente il riferimento al Primitivo di Manduria, ma dovranno ottenere una specifica autorizzazione da parte del Consorzio.

Tra le condizioni fondamentali viene richiesto che il vino rappresenti un elemento realmente caratterizzante del prodotto finale. Non sarà quindi ammesso un utilizzo marginale a scopo promozionale, ma sarà necessario indicare in etichetta la percentuale effettiva di Primitivo presente.

Grande attenzione è stata riservata anche alla comunicazione verso il consumatore. Il regolamento impone che sia sempre evidente la natura di ingrediente del vino, evitando qualsiasi possibile equivoco. Anche le modalità grafiche sono disciplinate, con l’obbligo di riportare la denominazione tra virgolette, con caratteri di dimensioni ridotte e accompagnata dalla dicitura DOC o DOCG, senza possibilità di utilizzare i loghi ufficiali.

Per ottenere l’autorizzazione, le imprese dovranno presentare una richiesta formale corredata da documentazione tecnica e bozze di etichettatura. Il via libera sarà concesso per singolo prodotto, avrà una durata di 3 anni e sarà sottoposto a verifiche periodiche.

Le aziende autorizzate saranno inoltre tenute a garantire la tracciabilità del vino utilizzato e a comunicare i volumi di produzione. In caso di irregolarità, il Consorzio potrà revocare l’autorizzazione e disporre il ritiro dal mercato dei prodotti non conformi.

Secondo quanto emerso durante l’assemblea, l’utilizzo della denominazione come ingrediente rappresenta un valore aggiunto per i prodotti trasformati, contribuendo a rafforzarne l’immagine e il posizionamento. Allo stesso tempo, il legame con il territorio e il rispetto dei disciplinari consentono di mantenere elevati standard qualitativi e garantire autenticità.

L’approvazione del regolamento viene considerata un passaggio strategico per il futuro della denominazione, rafforzando il ruolo del Consorzio nel controllo e nella valorizzazione del marchio.

A sottolinearlo è la presidente Novella Pastorelli, che evidenzia la portata della decisione. “Con questo regolamento compiamo un ulteriore passo nella tutela e nell’evoluzione della denominazione”, afferma, spiegando che sono stati introdotti criteri rigorosi per assicurare qualità e trasparenza anche quando il vino viene utilizzato come ingrediente.

La presidente evidenzia anche le opportunità sul piano commerciale. “Si tratta di un importante passo avanti per la Dop Primitivo di Manduria, che potrà beneficiare del prestigio di prodotti alimentari di qualità, creando un rapporto virtuoso di reciproca valorizzazione”, aggiunge, sottolineando come da un lato i prodotti trasformati possano sfruttare la reputazione del marchio e dall’altro la denominazione possa ampliare la propria presenza sul mercato.

Con questa decisione, il Consorzio punta dunque a rafforzare il controllo sull’utilizzo del nome Primitivo di Manduria, con l’obiettivo di tutelare identità, qualità e trasparenza in un mercato sempre più attento all’origine e alla tracciabilità dei prodotti.

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