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Taranto

Città Vecchia, “Errore bocciare la Società di trasformazione urbana, serve riaprire il confronto”

Il PSI chiede uno studio di fattibilità e un nuovo passaggio in Consiglio: “Strumento utile per la rigenerazione urbana”

Una veduta aerea della Città Vecchia

Una veduta aerea della Città Vecchia di Taranto

TARANTO - La bocciatura della proposta di adesione a una Società di Trasformazione Urbana riaccende il dibattito politico sul futuro della Città Vecchia. Il Partito Socialista Italiano, Federazione provinciale di Taranto, esprime apertamente il proprio dissenso rispetto alla decisione del Consiglio comunale e invita a non archiviare definitivamente la questione.

Nel documento diffuso, i socialisti sottolineano come la STU rappresenti uno strumento normativo già previsto dall’ordinamento, in grado di sostenere processi complessi di rigenerazione urbana. “Si tratta di uno strumento da non sprecare”, si legge nel comunicato, che richiama la necessità di affrontare il tema con un confronto approfondito e privo di condizionamenti ideologici.

La Società di Trasformazione Urbana, disciplinata dall’articolo 120 del decreto legislativo 267 del 2000, consente agli enti locali di promuovere interventi di riqualificazione attraverso società per azioni a partecipazione mista pubblico privata. Secondo il PSI, questo modello permette di attrarre investimenti senza rinunciare al ruolo di indirizzo pubblico. “Non si tratta di privatizzare la città, ma di costruire un modello di co-progettazione trasparente e guidato dall’interesse generale”, viene evidenziato.

Nel mirino del partito c’è soprattutto la situazione della Città Vecchia, indicata come uno dei contesti più fragili del Mezzogiorno. Lo spopolamento progressivo, il degrado edilizio e la complessità dei vincoli urbanistici rendono, secondo i socialisti, insufficiente il solo intervento pubblico tradizionale. “Parliamo di un nodo che non può essere sciolto con le sole risorse comunali”, sottolinea il PSI, indicando nella STU una possibile risposta strutturata.

Il documento insiste sulla necessità di un approccio integrato capace di coinvolgere più livelli istituzionali e operatori privati qualificati. “La STU consente di coordinare Comune, Regione, Autorità portuale e Demanio in un unico soggetto operativo”, si legge, evidenziando come questa modalità possa favorire interventi su infrastrutture, patrimonio edilizio e spazi pubblici.

La bocciatura della mozione, tuttavia, non viene considerata definitiva. Il PSI riconosce l’esistenza di timori legati alla gestione dello strumento, ma ritiene che possano essere superati con un adeguato approfondimento. “Le perplessità sono legittime, ma confutabili nel merito”, afferma il partito, ribadendo che la STU richiede una governance pubblica forte e una pianificazione urbanistica chiara.

Proprio su questo punto, i socialisti indicano nella revisione del Piano Urbanistico Generale un’occasione utile per riprendere il confronto. L’auspicio è che l’amministrazione comunale avvii un percorso tecnico e politico capace di riportare la questione in aula con maggiore consapevolezza.

Tra le proposte avanzate, anche la realizzazione di uno studio di fattibilità specifico sulla Città Vecchia, coinvolgendo università, professionisti del territorio e realtà civiche impegnate da anni sul tema. “Serve un’analisi seria che permetta di valutare concretamente l’applicazione dello strumento”, si legge nel documento.

Il PSI rivendica infine una propria visione della rigenerazione urbana, distante sia da logiche assistenziali sia da approcci puramente di mercato. “La trasformazione deve essere guidata dal pubblico, sostenuta da capitali misti e orientata alla qualità urbana e sociale”, viene ribadito.

Per i socialisti, il recupero della Città Vecchia rappresenta una sfida strategica per l’intera città. “Significa restituire a Taranto la sua storia e creare le condizioni per nuove opportunità abitative e lavorative”, conclude il comunicato, lanciando un appello alla politica affinché non rinunci a strumenti ritenuti fondamentali per il rilancio dell’isola.

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