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Il caso
23 Aprile 2026 - 10:16
Un treno regionale - archivio
BARI - Una denuncia netta contro quella che viene definita una gestione burocratica eccessiva delle agevolazioni di viaggio per le forze dell’ordine arriva dalla Segreteria territoriale dello Snap di Bari. Al centro della polemica le procedure richieste da Ferrotramviaria per consentire agli agenti di usufruire degli sconti sugli abbonamenti, giudicate dal sindacato complicate e penalizzanti.
Secondo quanto segnalato, per accedere alle agevolazioni sarebbe necessario seguire un iter articolato, che prevede la consegna di documentazione aggiuntiva, la scansione di più atti e, soprattutto, la compilazione di un modulo cartaceo a ogni singolo accesso al treno, con l’obbligo per l’agente di contattare il personale di bordo prima della partenza.
“Vogliamo la Polizia sul treno per garantire sicurezza, ma per farli salire chiediamo la collezione completa di moduli, foto e tessere”, sottolinea lo SNAP, sintetizzando quello che definisce un paradosso. Il sindacato evidenzia infatti come agli operatori venga richiesto, di fatto, un ruolo attivo nella gestione della sicurezza a bordo, senza però un adeguato riconoscimento sotto il profilo pratico.
“È grottesco che l’azienda indichi dettagliatamente i compiti dei poliziotti a bordo, chiedendo loro di intervenire contro reati e situazioni di pericolo, ma poi li sottoponga a una trafila burocratica estenuante”, si legge nella nota. Una contraddizione che, secondo l’organizzazione, mette in evidenza uno squilibrio tra le richieste rivolte agli agenti e le modalità con cui viene gestito il loro accesso al servizio.
Il nodo centrale, per il sindacato, riguarda il rispetto della funzione svolta dagli operatori. “Se siamo considerati alleati preziosi quando c’è da garantire sicurezza sui vagoni, non si capisce perché diventiamo un peso burocratico al momento di salire a bordo”, evidenzia lo Snap, ribadendo che la tessera di servizio rilasciata dallo Stato dovrebbe essere sufficiente per accedere alle agevolazioni.
La questione è stata formalmente portata all’attenzione delle autorità competenti, tra cui il Questore, il Prefetto e l’assessore regionale ai Trasporti, con la richiesta di intervenire per rivedere la convenzione in vigore.
Nel documento firmato dal segretario generale provinciale Giacomo Gentile, si parla apertamente di “gestione burocratica insostenibile” e di un sistema che rischia di penalizzare centinaia di poliziotti pendolari. “Le modalità attuative costituiscono un’ingiustificata vessazione nei confronti degli operatori”, si legge, con riferimento alla necessità di produrre documentazione aggiuntiva e di rispettare procedure ritenute eccessive.
Il sindacato richiama inoltre il concetto di sicurezza sussidiaria, sottolineando come gli agenti, pur non essendo formalmente in servizio, contribuiscano comunque alla tutela dei passeggeri e del patrimonio aziendale. “Chiediamo che questo contributo non sia ripagato con ostacoli burocratici, ma con una reale semplificazione”, afferma Gentile.
La richiesta finale è chiara: eliminare ogni adempimento superfluo e riconoscere come unico titolo valido per l’accesso alle agevolazioni la tessera professionale delle forze dell’ordine. Una posizione che punta a ristabilire un equilibrio tra esigenze di sicurezza e rispetto del ruolo degli operatori.
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