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Taranto
21 Aprile 2026 - 11:34
L'ex Ilva
TARANTO – La vicenda dell’ex Ilva è sempre più al centro del confronto economico e politico nazionale, con una nuova fase della trattativa segnata da rilanci, dubbi e contrapposizioni tra i potenziali investitori. A fare il punto è un approfondimento pubblicato dal quotidiano online Milanofinanza.it, a firma di Anna Di Rocco, che ricostruisce lo stato dell’arte del dossier siderurgico più complesso d’Europa.
Secondo quanto riportato, lo scenario resta in equilibrio tra due principali attori. Da un lato il fondo statunitense Flacks Group, che ha ribadito la propria intenzione di investire nel sito tarantino, annunciando l’arrivo in Italia del fondatore Michael Flacks per una serie di incontri istituzionali. Dall’altro il gruppo indiano Jindal Steel, che mantiene sul tavolo un’offerta vincolante alternativa.
Il fondo americano ha voluto chiarire la propria posizione con una comunicazione ufficiale. “Il team principale di Flacks Group è già operativo in Italia e vi resterà fino al raggiungimento di un accordo”, si legge nella nota citata da Milanofinanza.it. Un segnale che arriva in una fase particolarmente delicata, segnata anche da tensioni sul piano amministrativo e giudiziario.
Nel documento, il gruppo statunitense affronta anche uno dei temi più recenti legati allo stabilimento. “La sospensione della centrale termoelettrica dell’ex Ilva non ci spaventa e non cambia la nostra visione strategica”, viene sottolineato, con riferimento alle criticità emerse nelle ultime settimane e che, sempre secondo la ricostruzione del quotidiano economico, avrebbero invece raffreddato la posizione del concorrente indiano.
Il nodo principale della trattativa resta però quello della solidità finanziaria e dell’affidabilità complessiva del piano industriale. Flacks rivendica una prospettiva di lungo periodo. “Nulla potrà scalfire la nostra determinazione a rilanciare lo stabilimento, proteggere i posti di lavoro e garantire un futuro solido, sostenibile e rispettoso dei più alti standard ambientali per la comunità di Taranto”, afferma il fondo.
Secondo quanto riportato, il gruppo avrebbe già condiviso un business plan con i commissari straordinari e con il Governo, coinvolgendo anche manager internazionali per verificare la sostenibilità del progetto. Tuttavia, restano aperti diversi interrogativi.
Il confronto si sarebbe infatti già arenato nei mesi scorsi su alcune richieste avanzate dal fondo, tra cui la possibilità di un intervento pubblico temporaneo sotto forma di sostegno finanziario per la fase iniziale del rilancio, stimato complessivamente attorno ai 5 miliardi di euro. Una proposta che ha sollevato perplessità tra i commissari, i quali avrebbero chiesto garanzie più solide, come impegni bancari formali o coperture dirette dell’investimento.
Sempre secondo Milanofinanza.it, il fondo avrebbe giudicato tali richieste “irricevibili”, sostenendo che il contesto attuale, tra incertezza normativa, contenziosi e costi energetici, renderebbe difficile ottenere finanziamenti dal sistema bancario.
In questo scenario, Flacks prova ora a rilanciare sul piano istituzionale. “Il governo ha ora manifestato disponibilità a proseguire le trattative, riconoscendo il valore strategico di questa opportunità”, si legge ancora nella nota. L’arrivo in Italia del fondatore del fondo, con incontri programmati non solo a livello nazionale ma anche nei territori coinvolti, tra Liguria e Puglia potrebbe servire a sbloccare la situazione.
Parallelamente, resta aperta la partita con Jindal Steel, che complica ulteriormente il quadro. Il gruppo indiano avrebbe presentato una proposta vincolante e i commissari starebbero mantenendo un approccio prudente, chiedendo ulteriori chiarimenti sui tempi di attuazione e sull’impatto occupazionale.
Al centro della decisione finale resta quindi un elemento chiave. La solidità finanziaria dei progetti in campo, in un contesto in cui ogni passo avanti rischia di tradursi in una nuova fase di stallo per il futuro del polo siderurgico tarantino.
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