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Taranto

Finti incidenti per truffare le assicurazioni, 12 condanne

Sentenza del Tribunale sull’inchiesta relativa ai sinistri simulati tra il 2011 e il 2015: pene differenziate, prescrizioni e assoluzioni

Il Tribunale

Il Tribunale di Taranto

TARANTO – Si conclude con una raffica di condanne il processo sulle presunte truffe alle compagnie assicurative, che ha coinvolto decine di imputati provenienti non solo dalla provincia ionica ma anche da diverse città italiane e dall’estero.

Il Tribunale di Taranto, Prima sezione penale, ha emesso la sentenza nella tarda serata di ieri, chiudendo un procedimento complesso che ha ricostruito un sistema articolato di frodi.

Il collegio giudicante, presieduto dalla giudice Fulvia Misserini, ha inflitto pene detentive comprese tra 1 anno e 1 anno e 10 mesi, con una condanna più severa pari a 2 anni e 4 mesi. Complessivamente, sono 12 i condannati, tutti residenti a Taranto.

Oltre alle pene, il Tribunale ha disposto il pagamento delle spese processuali e il risarcimento dei danni in favore delle compagnie assicurative che si erano costituite parte civile nel procedimento.

L’indagine ha fatto luce su un meccanismo ritenuto sistematico, basato sulla simulazione o sull’alterazione di incidenti stradali. Secondo quanto accertato, i sinistri venivano costruiti o gonfiati per ottenere risarcimenti economici da diverse compagnie. Gli episodi contestati si collocano tra il 2011 e il 2015.

Dalle ricostruzioni emerse durante il processo, gli incidenti seguivano schemi ricorrenti. I veicoli coinvolti risultavano parte di collisioni con responsabilità definite a tavolino, mentre venivano prodotte certificazioni mediche per attestare lesioni e sostenere le richieste di indennizzo, spesso presentate a breve distanza di tempo l’una dall’altra.

Il sistema prevedeva una suddivisione dei ruoli tra i partecipanti, con alcuni indicati come conducenti e altri come passeggeri, al fine di moltiplicare le richieste risarcitorie. In più casi, le compagnie assicurative hanno sollevato dubbi sulla veridicità dei sinistri, dando avvio agli accertamenti che hanno poi condotto all’inchiesta.

Il procedimento ha interessato persone provenienti da numerosi centri da Taranto, Statte, Grottaglie, Manduria, Massafra, Crispiano, Carosino, San Giorgio Ionico, Martina Franca, Ginosa, Palagiano, Mottola, Laterza, Pulsano, Faggiano, Fragagnano, Lizzano, Roccaforzata, Monteparano, Monteiasi, Montemesola, Leporano, Avetrana, Francavilla Fontana, Villa Castelli, oltre che da Bari, Matera, Napoli, Milano, Messina e anche dall’estero, tra cui Brasile e Germania.

Con la sentenza di primo grado, il Tribunale ha dunque delineato un quadro di responsabilità penale per un sistema ritenuto organizzato, finalizzato a ottenere indebiti guadagni attraverso la simulazione di incidenti stradali.

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