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L'intervento

Ristorazione, commercio e turismo: "Cresce l’Italia ma Taranto resta in affanno. Serve una strategia”

Confesercenti analizza i dati occupazionali: turismo traina le assunzioni, ma sul territorio pesano chiusure e incertezze economiche

Un ristorante

Un ristorante

TARANTO - Un mercato del lavoro che a livello nazionale mostra segnali di crescita, ma che sul territorio ionico continua a fare i conti con fragilità strutturali. È l’analisi tracciata dalla presidente di Confesercenti Taranto, Francesca Intermite, alla luce dei dati elaborati dal Centro servizi per il terziario su base Unioncamere Ministero del Lavoro.

Secondo le stime relative al trimestre aprile giugno 2026, le imprese del commercio, turismo e ristorazione prevedono circa 626000 nuove assunzioni in Italia, con un aumento rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che conferma la capacità del terziario di generare occupazione, nonostante un contesto economico complesso.

“A trainare la domanda di lavoro è il comparto turistico”, spiega Intermite, sottolineando come ristorazione e servizi legati all’accoglienza restino tra i settori più dinamici, mentre il commercio mantiene una crescita più contenuta ma comunque attiva.

Un quadro che evidenzia una certa tenuta del sistema nazionale, anche in presenza di criticità come inflazione, costi energetici e instabilità geopolitica. Tuttavia, emergono anche difficoltà rilevanti. “Permane una crescente difficoltà nel reperire personale qualificato”, osserva la presidente, evidenziando come una parte significativa delle posizioni resti scoperta. A incidere è anche la perdita di potere d’acquisto, che rende meno attrattive le professioni del terziario.

Se a livello generale il sistema mostra segnali di resilienza, la situazione cambia scendendo sul piano locale. “Nel nostro territorio il tessuto commerciale continua a vivere una fase di forte pressione”, afferma Intermite, richiamando i dati della Camera di Commercio.

Nel 2025 si sono registrate 307 nuove aperture a fronte di 501 chiusure, con un saldo negativo che conferma le difficoltà del commercio di prossimità e delle piccole imprese. Una dinamica che non dipende soltanto da fattori contingenti, ma da elementi strutturali.

Tra le cause principali vengono indicati la debolezza della domanda interna, la limitata capacità di investimento e un clima di incertezza diffuso, che incide sulle scelte degli operatori economici. A pesare è anche la situazione del comparto industriale locale. “Le incertezze legate al futuro del principale polo siderurgico influenzano la fiducia delle imprese”, sottolinea.

Per Confesercenti, il divario tra dinamiche nazionali e realtà locale impone una riflessione sulle politiche di sviluppo. Occorre sostenere in modo mirato il commercio di vicinato e rafforzare la qualità del lavoro, tenendo conto delle specificità del territorio.

Lo sguardo è rivolto anche alle opportunità future. “La sfida è trasformare in sviluppo stabile le risorse disponibili”, afferma Intermite, facendo riferimento ai programmi legati ai Giochi del Mediterraneo, al JTF, al CIS e al PNRR.

In questo contesto, vengono individuati alcuni fattori chiave per il rilancio. “Programmazione, investimenti e valorizzazione del capitale umano sono decisivi”, conclude la presidente, indicando la necessità di costruire un modello di crescita più equilibrato e sostenibile per il territorio di Taranto e Brindisi.

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