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L'intervento

Progetto Taranto: “Serve una svolta, imprese senza prospettive”

Consegnato da Confapi alle istituzioni il documento per lo sviluppo del territorio. Fabio Greco interviene sulla vertenza ex Ilva: “Il tempo delle attese è finito”

Fabio Greco

Fabio Greco

TARANTO - Un documento programmatico per delineare una strategia di sviluppo e sollecitare decisioni non più rinviabili. È il “Progetto Taranto” elaborato da CONFAPI Taranto e consegnato nei giorni scorsi alle istituzioni locali, regionali e nazionali, oltre che alle organizzazioni sindacali, come contributo al Tavolo per lo sviluppo del territorio.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un quadro organico delle criticità e delle potenzialità dell’area ionica, mettendo insieme analisi, proposte e indirizzi maturati all’interno del direttivo e del centro studi dell’associazione. Un documento che punta a sostenere processi decisionali strutturati e immediati, superando quella fase di stallo che, secondo CONFAPI, continua a frenare il rilancio economico.

Il testo è stato anche alla base di una mozione presentata al Governo regionale, nella quale si chiede l’istituzione di un tavolo permanente capace di definire una strategia condivisa e orientata ai risultati. In un contesto complesso come quello tarantino, segnato da criticità economiche, sociali e ambientali, l’associazione ribadisce la necessità di una visione complessiva.

CONFAPI Taranto, che rappresenta oltre 150 imprese locali, sottolinea come il sistema produttivo sia chiamato a intraprendere un percorso di diversificazione economica, ma abbia bisogno di certezze per poter investire e programmare. Una condizione che, allo stato attuale, non si è ancora concretizzata, lasciando le aziende in una situazione di forte incertezza.

In questo scenario si inserisce la vertenza legata all’ex Ilva, indicata come emblematica delle difficoltà del territorio. Dopo la visita di un potenziale investitore interessato all’acquisizione dell’intero asset, è intervenuta l’ordinanza del sindaco di Taranto che dispone il fermo della centrale termoelettrica dello stabilimento.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente di CONFAPI Taranto, Fabio Greco, che ha richiamato la delicatezza del momento. “Si tratta di un provvedimento che, pur legittimo, arriva in una fase cruciale della trattativa”, ha dichiarato, aggiungendo che forse sarebbe stata opportuna una diversa tempistica. “Adesso spetta al Governo dare un segnale concreto. Da 2 anni attendiamo l’aggiudicazione di una gara che sembra la tela di Penelope”, ha sottolineato.

Il presidente ha poi evidenziato le ripercussioni sulle aziende dell’indotto, già in difficoltà. “La situazione non è più accettabile perché le condizioni, già precarie, sono ulteriormente peggiorate”, ha affermato, indicando come causa principale l’assenza di prospettive chiare.

Secondo Greco, l’incertezza sta incidendo in modo significativo sulla stabilità economica delle imprese. “Stiamo vivendo una fase che non garantisce alcuna tranquillità economico finanziaria”, ha spiegato, sottolineando come questo scenario generi effetti a catena su più comparti produttivi.

Il rischio, ha aggiunto, non riguarda soltanto la siderurgia ma l’intero sistema economico locale. “Quando le aziende entrano in crisi si innesca un effetto domino che coinvolge tutti i settori”, ha concluso, ribadendo che una simile dinamica rappresenterebbe un ulteriore colpo per un territorio già segnato da profonde difficoltà.

Il “Progetto Taranto” si inserisce dunque come uno strumento di proposta e pressione istituzionale, con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito la necessità di scelte rapide e concrete per il futuro economico della città.

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